PHARAN

PHARAN. - Deserto dell'Arabia Petrea, chiamato oggi Badjet et-Tih. È formato da un largo spiano confinante ad est con la vallata 'Arabah, che si estende dal sud del Mar Morto al Golfo Elanitico; a ovest con il deserto di Sur o Etham (Gen. 16, 7); a sud con il Ġebel et-Tih; a nord con il deserto di Sin e con le montagne degli Amorrei, o confini meridionali del paese di Canaan. Vien detto «deserto terribile e vasto» (Deut. 1, 17), in cui sono «serpenti di fuoco, scorpioni, terreno arido, privo di acque» (ibid. 8, 15).

Viaggiatori moderni lo descrivono come luogo orribilmente selvaggio, senza vegetazione, con nude colline e di creta, pianure ricoperte di selci nere, larghi tratti di sabbie mobili, interrotte solo qua e là da rare oasi. È menzionato dapprima in Gen. 14, 6, come l'estremo limite sud della spedizione di Chodorlahomor.

In questo deserto abitò Ismaele (Gen. 21, 10, 21). Esso deve però la speciale rinomanza ai 38 anni passativi dagli Ebrei usciti dall'Egitto: in esso devono ricercarsi le 19 tappe degli Ebrei riferite da Num. 22, 18-36. CALDEA (v.) era posta nella parte settentrionale del deserto, parte chiamata anche «deserto di Sin».

David, perseguitato da Saul, vi si rifugiò dopo la morte di Samuele (I Sam. 25, 1); anche l'idumeo Adad, fuggendo da Ioab verso l'Egitto, attraversò il deserto e condusse seco molti abitanti del paese (I Reg. 11, 17 sg.).