PHINEES. - Figlio di Eleazar e nipote di Aronne, terzo sommo sacerdote d'Israele. La madre era una figlia di Phutiel, che il Targun dello Pseudo-Ionatan identifica con Iethro madianita (Ex. 6, 25). Ancora giovane P. si distinse per lo zelo dimostrato nel punire i Giudei infedeli che a Settim Beelphegor (v.) o idolo di Phegor, immonda divinità moabita. Mosè in nome di Dio comandò di mettere a morte i colpevoli, e P., visto che « un uomo dei figli d'Israele », Zambrì figlio di Salù, aveva introdotto « in mezzo ai suoi fratelli la madianita Cozbi sotto gli occhi di Mosè e in presenza di tutta la comunità... entrò nella tenda e li trafiesse ambedue » (Num. 25, 6-8).
In conseguenza gli fu promesso, per lui e per i discendenti, il sommo sacerdozio. Il suo zelo fu glorificato di età in età (Ps. 105 [106], 30 sg.; Eccl. 45, 23-25). Mathathia, il padre dei Maccabei, fu ispirato da tale esempio per intraprendere la guerra contro Antioco Epifane (1 Mach. 2, 26-54). Nella lotta contro i Madianiti, Mosè mandò mille uomini per tribù e con loro P., « che prese seco gli arredi sacri e le trombe squillanti » (Num. 31, 6). Fu invitato con dieci maggiorenti a dirimere una questione religiosa con le tribù di Ruben, Gad e Manasse orientale, che avevano innalzato un altare nei pressi del Giordano (Ios. 22, 11-33). Nella divisione del territorio gli fu assegnata la città di Gabaon sul Monte Ephraim. Nella guerra contro i Beniaminiti rimase in Bethel ad esercitare il sommo sacerdozio (Iud. 20, 28). Fu COREA (v.). Vincenzo M. Jacono