PIETRO il VENERABILE. - Abate di Cluny e teologo, n. nell'Alvernia ca. il 1094, m. a Cluny il 25 dic. 1156. Monaco a Sauxilanges (1109) «scolastico» e priore dell'abbazia di Vézelay (1110-20); priore di Domène presso Grenoble, fu eletto abate di Cluny il 22 ag. 1122.
Il suo lungo governo, tutto orientato alla restaurazione della disciplina, se non riuscì a impedire lo sfaldamento della vasta organizzazione cluniacense, fu caratterizzato da una serie di atti che fanno di P. il V. uno dei più distinti personaggi del sec. XII: assunse come aiuto nel governo Matteo, priore di St-Martin-des-Champs (il futuro cardinale di Albano), difese nel 1130 Innocenzo II contro Pietro di Leone (sebbene questi fosse un antico monaco cluniacense), nel 1132 celebrò un Capitolo generale. Disse con moderazione e fermezza le tradizioni di Cluny anche contro le critiche di S. Bernardo, favorì gli studi, accolse Abelardo; si recò a Roma sei volte per importanti missioni, visitò i monasteri di Inghilterra e di Spagna; qui fece tradurre in latino il Corano a scopo di apostolato tra i maomettani. Gli ultimi anni, passati generalmente a Marcigny, furono amareggiati da dissesti finanziari e dalla tendenza separatista dei monasteri d'Italia e d'Inghilterra.
L'equilibrio, di cui la sua vita diede continue prove, si riflette nelle opere che, concepite fuori dell'ambito della nascente scolastica e redatte in uno stile limpido e concetto, costituiscono un rilevante saggio di teologia monastica: Tractatus adv. Petrobrusianos (PL 189, 719-850): scritto verso il 1138, combatte gli errori IBN RUŠD (v.); Adversus iudaeorum inceteratam turitiem (coll. 507-650): composto ca. il 1140, è un originale abbozzo del trattato De Christo legato divino; Adversus nefandam sectam Saracenorum (coll. 663-719): redatto dopo il suo ritorno dalla Spagna (1143), è un tentativo non completamente riuscito (si arresta al 1. II mentre ne doveva comprendere 4) di confutare l'islamismo, attingendo alle fonti dirette (si fonda sulla traduzione del Corano); De miraculis (coll. 851-954): notevole per le notizie biografiche sul card. Matteo di Albano, sull'effi- cacia dell'acqua benedetta, sul valore della confessione; Sermones (coll. 953-1006); Officium de Transfiguratione (v. BIBLICA); Carmina (coll. 1005-24). Tra le sue Epistolae, che lo mostrano in rapporto con i più grandi personaggi dell'epoca (coll. 61-508), ve ne sono alcune d'importanza teologica (psicologia di Cristo, coll. 175-82; aumento della Grazia dopo la Maternità divina e scienza della Vergine, coll. 283-93; reiterazione dell'Estrema Unzione, coll. 392-93; divinità di Gesù Cristo, coll. 487-508).