PIE, LOUIS

PIE, LOUIS. - Apologeta e cardinale, n. a Pontgenin (diocesi di Chartres), il 26 sett. 1815, m. a Poitiers il 18 maggio 1880. Alunno di S. Sulpizio, sacerdote dal 1839, vescovo di Poitiers dal 28 sett. 1849 e cardinale dal 12 maggio 1879.

Le sue opere oratorie e pastorali, in Oeuvres, (Parigi 1887, 9ª ed., 9 voll.), eccellono per forza di raziocinio e per maestosa eloquenza.

Antigallicano alla maniera del primo Lamennais (v.), il P. fu riconosciuto capo dei cattolici militanti francesi riuniti intorno all'Univers. Ristabili la liturgia romana nella sua diocesi (1856), dopo averla fatta adottare dai confratelli nel Concilio provinciale di Bordeaux (1850).

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(da L. Gautier Vignal, Pic de la Mirandole, Parigi 1937, taz. tra p. 169 e 1911)
PICO, GIOVANNI, CONTE DELLA MIRANDOLA - Parte finale di una lettera autografa di P. d. M., diretta a Lorenzo de' Medici (27 ag. 1489) - Firenze, Archivio di Stato.

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(da Panthéon des illustrations françaises au XIXe siècle publié sous la direction de Victor Freud, Clergé, Paris s. a.) PIE. LOUIS - Ritratto. Litografia del Lemercier.
Avversò i cattolici liberali e contribuì alla formazione e promulgazione del Sillabo, del quale difese un'interpretazione positiva contro il naturalismo politico. Fondò speranze di restaurazione religiosa su Napoleone III, crollate dopo il Congresso di Parigi del 1856. L'atteggiamento dell'Imperatore di fronte all'annessione di una parte degli Stati pontifici al Regno d'Italia (1861) fu da lui stigmatizzato come atto pilatesco. Ciò gli valse una condanna da parte del Consiglio di Stato. Amico del conte di Chambord, stese nel 1873 uno schema di costituzione monarchica simile alla Carta del 1814. Oppositore del Dupanloup e del Maret, il cui famoso libro sul Concilio stimò degno delle più gravi censure teologiche, il P. ebbe grande influenza nel Concilio Vaticano per la sua conoscenza della S. Scrittura, dei Padri e della teologia. Fu uno dei ventiquattro membri della Deputazione della Fede e, in seno a questa, appartenne pure alla ristretta Commissione dei Tre. Tenne al Concilio due relazioni, la prima sugli emendamenti proposti dal Ginhouliac al cap. 4 della cost. Dei Filius, che vennero respinti pur tenendosene conto; la seconda, generale, sulla Pastor Aeternus, con appello alla concordia, in difesa dell'urgenza della discussione intorno all'infallibilità pontificia e a lode dell'esattezza della formula proposta. Fedele alle direttive di Pio IX, le mitigò sotto Leone XIII, al quale servì d'intermediario ufficioso con il governo della Repubblica.

BIBL.: G. Constantin, s. V. in DThC, XII, coll. 1740-43; E. Amann, Vatican, Conc. du. ibid., XV, coll. 2543, 2561, 2568; J. Bricout, s. V. in Dict. pratique des connaissances religieuses, V, coll. 582-85; L. Baunard, Histoire du card. P., 2 voll., Parigi 1885; J. M. Besse, Le card. P., sa vie, son action religieuse et sociale, ivi 1902. Federico dell'Addolorata
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“PIE, LOUIS.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 815. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/pie-louis.