PILATI, CARLO ANTONIO. - Scrittore politico, n. a Tassullo, vicino a Trento, il 28 dic. 1733, m. ivi il 27 ott. 1802.
Professore di diritto civile a Trento, iniziò la sua attività pubblicistica con un'opera del titolo L'esistenza
della legge naturale (Venezia 1764), posta all'Indice con decr. 16 giugno 1766. Lasciata Trento, si stabilì a Coira dove impiantò una tipografia. Nel 1767 uscì lo scritto Di una riforma d'Italia, ossia dei mezzi di riformare i più cattivi costumi e le più perniciose leggi d'Italia (decr. S. Uff., 29 luglio 1767), in cui il P. sostiene la possibilità di pervenire, dopo l'abolizione dell'Inquisizione, ad una più profonda e sentita religiosità mediante l'abolizione del clero regolare, la riforma di quello secolare e l'istruzione del laicato. L'opportunità di una politica avversa agli Ordini religiosi da parte degli Stati italiani è ribadita dal P. nell'opera Riflesioni di un italiano sopra la Chiesa in generale, sopra il clero si regolare che secolare, sopra i vescovi ed i pontefici romani e sopra i diritti ecclesiastici de' principi (decr. S. Uff., 1º marzo 1770). Dopo aver viaggiato per mezza Europa, si ritirò (1801) nel paese nativo.