POLICRATE di Efeso. - Difese in una lettera di risposta a papa Vittore (189-99) e alla Chiesa romana la tradizione quartodecimana della Chiesa in Asia Minore. La difesa si basa sul fatto che l'osservanza asiatica è testimoniata da apostoli (Filippo, Giovanni), vescovi-martiri e carismatici (le figlie- vergini di Filippo e l' "eunuco" Melitone). All'elenco di questi dieci testi si aggiunge la menzione delle loro tombe.
Si può supporre che Roma avesse chiesto, in forma giuridica, un certo numero di testimoni per la veracità della tradizione apostolica in Asia Minore e un numero elevato di aderenti fra i vescovi. È chiaro che Vittore nella
sua lettera precedente aveva parlato in rapporto con la tradizione romana delle tombe degli Apostoli a Roma. Sorprende nella risposta di P. il ripetuto accenno alla seconda venuta di Cristo. Forse si nasconde dietro questa formulazione una velata minaccia, cioè che le persone da lui indicate saranno nell’ultimo Giudizio testimoni a carico contro i rappresentanti della tradizione avversaria. Così si spiegherebbe l’insopprimendo della discussione in seguito. Interessante inoltre è nella epistola di P. la sua affermazione che, oltre a lui, altri sette membri della sua famiglia avevano appartenuto all’episcopato ed osservato l’uso asiatico.