POLICRONIO

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POLICRONIO. - Vescovo di Apamea in Siria, m. ca. il 430. Era fratello di Teodoro di Mopsuestia e da Teodoro, che nel ricordo di P. appunto termina la sua Storia ecclesiastica (PG 82, 1277 B), viene lodato quale «ottimo pastore, chiaro per la grazia del dire e l’esemplarità della vita».

Altre notizie non restano di lui che dai suoi medesimi scritti, giunti a noi a frammenti in catene eseguite, estratti da commenti a Giobbe e ai profeti Geremia, Eze-chiele e Daniele. In essi P. gareggia con gli altri interpreti della scuola antiochena nell’aderenza al senso letterale e alla ragione storica, ma supera tutti nella conoscenza delle lingue e delle antichità ebraiche. Di temperamento più calmo e di giudizio ponderato, si guardò dalle intemperanze del fratello maggiore. Anche nel dogma i resti dei suoi scritti a noi giunti, e non tutti ancora pubblicati, non danno appiglio ad alcuna censura.

BIBL.: frammenti In Iob nelle catene edite da P. Junius, Londra 1637, donde in PG 93, 13-468, e P. Comitulus, Venezia 1587 (latino solo); su Ezechiele in A. Mai, Nova PP. Bibl., VII, 11, Roma 1857, pp. 92-127 e Script. veter. nova coll., I, 11, 11-183, pp. 105-60, donde in PG 162 (volume di supplemento, rarissimo); per Geremia cf. M. Faulhaber, Prophetenkattenen, Friburgo in Br. 1889, p. 125; L. Dieu, s. V. in Rev. d’hist. ecc., 14 (1913), pp. 685-701; in genere O. Bardenhewer, Polychronius, Friburgo in Br. 1879.