RAFFAELE, santo. —
I. SACRA SCRITTURA
Angelo che si presenta con questo nome simbolico (ehr. Repha'el «Dio ha sanato» o «risana») e si definisce «uno dei sette angeli che stanno innanzi a Dio ed hanno accesso alla maestà del Signore» in Tob. 12, 15 (cf. Apoc. 8, 2). Solo in testi non biblici R. è chiamato «arcangelo», nome riservato nella Bibbia a S. Michele.R. ha parte importantissima nella vita di Tobia. Azaria (v.), figlio di Anania, si offre ad accompagnare Rages (v.) nella Media (Tob. 5, 5-21). Durante la sosta della prima sera di viaggio lungo il Tigri, comanda a Tobia, spaventato da un grosso pesce, che tenta di assalirlo, di prendere l'animale e di estrarre il fiele, il cuore ed il fegato (ibid. 6, 3-9). Queste due ultime parti anatomiche verranno usate come suffumigi per Asmodeo (v.), In Ecbatana (ibid. 6, 10-22) R. conduce Tobia da Raguel (v.) e lo spinge a chiedere in sposa la figlia Sara, che gli spettava di diritto come parente prossimo, assicurando che un'unione contratta innanzi tutto per il fine voluto da Dio e l'abbracciamento del cuore e del fegato del pesce avrebbero impedito il ripetersi di una morte misteriosa, toccata già a sette pretendenti di Sara nella prima notte di matrimonio. Mentre si celebravano le nozze per 14 giorni (ibid. 8, 23), R. si reca a Rages a riscuotere la somma depositata presso Gabelo. Al ritorno a Ninive, spiega a Tobia il modo di curare la cecità del padre per mezzo del fiele del pesce (ibid. 11, 4-17). A vecchio Tobia, che non sapeva come ricompensare il presunto Azaria, figlio di Anania, R. si dà a conoscere e quindi scompare, dopo aver mostrato il dovere di lodare e benedire Dio ed il valore morale del digiuno e del'elemosina (ibid. 12, 6-14).
Negli scritti apocrifi si parla spesso di R. nel libro di Enoch (9, 1; 10, 4; 20, 3; 22, 3; 6; 32, 6; 40, 9; 54; 6; 68, 2 seg.; 71, 8 seg.), che gli attribuisce una parte notevole nella lotta contro il demonio Azazel e nell'ultimo giudizio. Si dice che egli «presiede agli spiriti degli uomini» (20, 3) e «su tutte le malattie e le ferite dei figli degli uomini» (40, 9). Anche nella Chiesa, che ne celebra la festa il 24 ott., R. è invocato quale intercessore per la salute dell'anima e del corpo e come protettore nei viaggi.
II. LITURGIA
La festa di s. R. arcangelo si celebra il 24 ott. con rito doppio maggiore.Le celebrazioni liturgiche in suo onore appariscono tardi e di rado. Manca assolutamente nei Sacramentari e Martirologi fino ai secc. x-xi; poi lo si trova isolatamente e alle date più disparate: a Venezia al 22 apr., nella Spagna al 7 maggio, in brevieri francesi del medioevo al 9 o 15 luglio o alla feria II della terza settimana di sett. I Mercedari ne hanno la festa al 18 sett. Pietro de Natalibus lo presenta insieme a s. Michele all'8 maggio, finalmente i Martirologi popolari del Molano, Canisio e Ferraris hanno il suo nome al 20 ott. In un Sacramento di Ivrea, scritto fra il 1075 e il 1090, si trova la festa di s. R. al 3 genn., come anche in un messale della Bibl. Marciana di Venezia, del 1392 (Cod. lat. III, XLVIII), ma come aggiunta posteriore; in un Sacramento della Bibl. capitolare di Verona (IX, fol. 103) del secc. XII la festa di s. R. segue quella di s. Michele, 29 sett. Ben nota è la chiesa dell'angelo R. a Venezia, del secc. VII, ma rifatta nel 1618. Dopo il secc. XV la festa di s. R. entra in molti Proprii diocesani e anche nell'appendixe dei aliquibus locis del Messale romano. Ma soltanto Benedetto XV la prescrisse a tutta la Chiesa insieme con quella di s. Gabriele, il 26 ott. 1921 (AAS, 13 [1921], 543-44), fissandola alla data che si era andata stabilendo, cioè il 24 ott.
Da notare però che, a parte la festa vera e propria, il nome del s. R. si trova già in antico nelle litanie dei santi e nelle preci dell'Itinerarium clericorum.
III. ARTE
S. R. è il meno rappresentato dei tre più noti arcangeli: AMARI, MICHELE (v.), Gabriele (v.) e R. Rari sono gli esempi di sue figurazioni nella primitiva arte cristiana, dove ha sempre il proprio nome scritto vicino; ciò serviva di distinzione anche per gli altri arcangeli, cheLe celebrazioni liturgiche in suo onore appariscono tardi e di rado. Manca assolutamente nei Sacramentari e Martirologi fino ai secc. x-xi; poi lo si trova isolatamente e alle date più disparate: a Venezia al 22 apr., nella Spagna al 7 maggio, in brevieri francesi del medioevo al 9 o 15 luglio o alla feria II della terza settimana di sett. I Mercedari ne hanno la festa al 18 sett. Pietro de Natalibus lo presenta insieme a s. Michele all'8 maggio, finalmente i Martirologi popolari del Molano, Canisio e Ferraris hanno il suo nome al 20 ott. In un Sacramento di Ivrea, scritto fra il 1075 e il 1090, si trova la festa di s. R. al 3 genn., come anche in un messale della Bibl. Marciana di Venezia, del 1392 (Cod. lat. III, XLVIII), ma come aggiunta posteriore; in un Sacramento della Bibl. capitolare di Verona (IX, fol. 103) del secc. XII la festa di s. R. segue quella di s. Michele, 29 sett. Ben nota è la chiesa dell'angelo R. a Venezia, del secc. VII, ma rifatta nel 1618. Dopo il secc. XV la festa di s. R. entra in molti Proprii diocesani e anche nell'appendixe dei aliquibus locis del Messale romano. Ma soltanto Benedetto XV la prescrisse a tutta la Chiesa insieme con quella di s. Gabriele, il 26 ott. 1921 (AAS, 13 [1921], 543-44), fissandola alla data che si era andata stabilendo, cioè il 24 ott.
Da notare però che, a parte la festa vera e propria, il nome del s. R. si trova già in antico nelle litanie dei santi e nelle preci dell'Itinerarium clericorum.
III. ARTE
S. R. è il meno rappresentato dei tre più noti arcangeli: AMARI, MICHELE (v.), Gabriele (v.) e R. Rari sono gli esempi di sue figurazioni nella primitiva arte cristiana, dove ha sempre il proprio nome scritto vicino; ciò serviva di distinzione anche per gli altri arcangeli, che
Raffaele, santo - L'arcangelo R. Smalto della - Pala d' Oro (sec. xi) - Venezia, basilica di S. Marco.
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