RAPIN, RENÉ. - Gesuita, umanista e teologo, n. a Tours il 3 nov. 1621, m. a Parigi il 27 ott. 1687.
Entrato nell'Ordine nel 1639, insegnò 9 anni belle lettere; indi si diede interamente alla vita di scrittore. Valente poeta e prosatore latino, si meritò con le sue Elegie sacrae (Parigi 1659), e specialmente con Hortorum libri IV (ivi 1663), la fama di novello Teocrito; celebri rimasero anche e assai ambiti i suoi componimenti aulici latini, i canti eleggiati in morte di personaggi illustri, i carmi trionfali in onore del Mazzarino e di Luigi XIV, l'Odorium liber, indirizzato a Clemente IX. Notevole il suo spirito caustico nella «querelle des anciens et des modernes» contro i pp. F. Vavasseur e P. Mambrun, parteggiando per gli antichi. Più valide ed efficaci, per fine acquistata e padronanza della materia, gli studi comparativi di critica letteraria fra Virgilio ed Orazio, Omero e Virgilio, Cicerone e Demostene, Tucidide e Tito Livio, Platone, Aristotele e i Padri. Lasciò pure varie opere ascetiche e teologiche, fra cui: L'esprit du christianisme (Parigi 1672), La perfection du christianisme, tirée de la morale de Jésus Christ (ivi 1673); ma indispensabili restano ancora per copia di notizie e di dati due opere pubblicate postume: Histoire du jansénisme depuis ses origines jusqu'en 1644 (a cura dell'abate Domenech [Parigi 1861], che però ne diede un testo mutilo, zeppo di errori, con nomi irriconoscibili) e Mémoires sur l'Eglise et la société, la cour, la ville et le jansénisme (a cura di L. Aubineau, 3 voll., ivi 1865).
BIML: i suoi scritti letterari e religiosi in Oeuvres complètes, 2 voll., Amsterdam 1693; 3 voll., ivi 1769-10 e L'Aia 1725. V. inoltrò: Sommervogel, VI, coll. 1443-58; D. Bouhours, Vie du P. R., Parigi 1723; L. Aubineau, Mémoires sur l'Eglise ecc., I, 1865, Introduction, pp. 1-XXVII; H. Chérot, Jansenius et le P. R., Bruxelles 1890. Celestino Testore