RACINE, JEAN

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RACINE, JEAN. - Poeta, n. a La Ferté-Milon, nel Valois, il 21 dic. 1639, m. a Parigi il 21 apr. 1699. Rampollo di piccola borghesia, orfano fin dall’infanzia, ne prende cura più che dei suoi stessi figli la nonna paterna, Maria Desmoulins, che lo fa

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RACHELE - Il sepolcro di R. - Palestina.

a R. dal marito, si vendica deridendo l’infecondità della sorella. Dal racconto biblico traspare il concetto che la sterilità di R. sia voluta da Dio per punire l’ingiusta preferenza di Giacobbe. La giovane R. si consola al quanto, perché la sua serva Bala le partorisce due figli, Dan (v.) e Nephtali (v.), che può considerare suoi figli secondo un diritto sancito anche dal codice di Hammu-rabi; ricorre anche ad essenze afrodisiache (ibid. 30, 14-15). Alla fine Dio si muove a pietà e «apre il seno» di R., che diviene madre di Giuseppe (ibid. 30, 22-24).

Alla partenza di Giacobbe dalla Mesopotamia, R. non sa separarsi dalle statuette degli dèi penati (ibid. 31, 34-35). Nell’ingresso in Palestina, R. con suo figlio appare ancora la prediletta di Giacobbe, che le assegna il posto più sicuro nella carovana (ibid. 33, 2). R. muore dando BENJAMIN (v.) durante il tragitto fra Bethel ed Ephrata, ossia nelle vicinanze di Rama (cf. I Sam. 10, 2; Jer. 31, 15) e non a Betlemme, come ha il testo attuale in seguito ad una glossa antichissima (Gen. 35, 19). Questa glossa, insieme alla tradizione di un sepolcro vicino a Betlemme, ha spinto l’Evangelista ad applicare alla strage degli Innocenti il patetico versetto di Geremia (Mt. 2, 18). Angelo Penna