RACHIS. - Re dei Longobardi, già duca del Friuli, fautore di un'intesa con il Papato, salì al trono nel 744, in seguito ad un movimento che rovesciò Ildeprando, successore e continuatore della politica di Liutprando, ed al quale forse papa Zaccaria non era del tutto estraneo. Appena salito al trono, R. concluse una tregua ventennale con i Bizantini, ma le sue direttive e i favori che concedeva ai «Romani» - aveva sposato una romana, Tassia - erano disapprovate dai fautori di una politica nazionale. Le leggi che egli pubblicò nel 746 rivelano, insieme con la incapacità di mantenere l'ordine e la giustizia, l'imminenza di una rivolta dei grandi e di una loro intesa con i nemici del Regno.
La storiografia tradizionale afferma che R. fu indotto a riprendere la politica aggressiva di Liutprando da ragioni
di politica interna e presenta come una prova di debolezza l'essersi ritirato nel 749 dall'assedio di Perugia, per l'intervento diretto di papa Zaccaria. Questo ritorno alla vecchia politica avrebbe determinato la reazione del partito nazionale, che avrebbe deposto R. per sostituirgli il fratello Astolfo (luglio 749). R., recatosi a Roma, ricevette da papa Zaccaria l'abito monastico e si ritirò a Montecassino. La politica bellicistica di Astolfo precipitò il Regno in una crisi così grave, che alla sua morte, nel 756, il partito cattolico-pacifista, che aveva mantenuto segrete intelligenze con R., lo avrebbe tolto da Montecassino e rimesso sul trono. Papa Stefano II, d'accordo con i Franchi, avrebbe preferito appoggiare il duca Desiderio che gli faceva le più ampie promesse di restituzioni territoriali, e avrebbe abbandonato R., che rientrato a Montecassino vi finì oscuramente i suoi giorni.
Studi più recenti ed acuti affermano che R. si propose di unificare la penisola proprio perché era imbevuto di romanità, presentano la sua discesa dal trono e il suo ingresso a Montecassino come il concludersi di un intimo dramma spirituale e interpretano il suo ritorno come una reggenza temporanea, richiesta dalla gravità della situazione. La iniziale arrendevolezza di Desiderio potrebbe essere stata ispirata da R. che, finito il suo compito, tornò in convento.