RAGGIO, GIAMBATTISTA FRANCESCO. - Abate ed erudito, n. a Chiavari il 15 luglio 1795, m. a Genova il 6 febbr. 1860.
Professore di lettere latine e greche nelle scuole Pie di Càrcare (Savona) e quindi di retorica nel Seminario vescolare di Noli, autore di una apprezzata traduzione delle opere di Sallustio, fu chiamato nel 1830 a professare retorica in Genova, dove assunse nel 1834 la direzione della Biblioteca civica Berio e più tardi la dignità di dottore collegato e di consigliere della classe (facoltà) di lettere dell'Università. Collaboratore di numerosi giornali e periodici letterari della Liguria e del Piemonte, sulle colonne della Rivista ligure pubblicò una serrata critica dell'Arnaldo da Brescia di G. B. Niccolini, di cui pose in luce la faziosità anticlericale: la vibrata recensione ebbe larga eco e procurò al R. l'ostilità degli ammobili liberali, che nel 1849 indussero le autorità municipalità ad esonerarlo dalla direzione della Biblioteca. Per il medesimo motivo non fu possibile attuare il voto del consiglio comunale di Noli, che nel 1890 aveva decretato di dedicare al R. una lapide commemorante la sua attività di educatore e di studioso. Oltre alla citata volgarizzazione di Sallustio (Genova 1840 e 1847, due edd.), si ricorda che
egli curò la pubblicazione delle Leggi del Consolato di Genova del MCXLVIII, in Historiae Patriae monumenta, Leges Municipales, I, Torino 1838, coll. 234-94, e diede alle stampe diverse opere poetiche.
Tenace assertore dei diritti della Chiesa e del pontificato romano, vesti costantemente l'abito ecclesiastico sebbene avesse ricevuto soltanto gli ordini minori.