RAPISARDI, MARIO

RAPISARDI, MARIO. - Poeta, n. a Catania il 25 febbr. 1844, m. ivi il 4 genn. 1912. Insegnò letteratura italiana nella patria Università.

Temperamento solitario e corrucciat, dopo un avvio di superficiale ottimismo, in cui, con il poema La plaigne (1868), auspicò un rinnovamento religioso concepito nei termini laici dell'anticlericalismo e del positivismo allora di moda, si atteggiò, in consonanza con il satanismo carducciano, a celebratore di Lucifero, quale simbolo del progresso e debellatore della superstizione, nell'omonimo poema (1877), saturo di dileggi del dogma cattolico (nota la sua polemica col Carducci provocata al culme terzine satiriche del poema). Nel Giobbe (1884) il personaggio biblico è degradato a una specie di Faust positivista, tra particolari blasfemi e deliri sacrilegamente sensuali. Ispirata alle idee socialiste è la raccolta lirica dal titolo Giustizia (1883), mentre il volumetto delle Poesie religiose (1887), se rappresenta la sezione artisticamente più felice della pondera opera rapsidiana, non trascende tuttavia i limiti di una religione della natura, concepita quale approdo dell'umana angoscia di fronte al mistero; e pervasì di intima tristezza sono anche i Poemetti (1885-1907), mentre il poema l'Atlantide (1894) segna una ripresa socialistica.

L'esuberanza isolana assai spesso trascinò il R. a sonorità verbali e ad architetture macchinose, nel tentativo di trasfigurare i concetti in fantasmi poetici; non mancano, però, nella sua poesia oasi di classica misura e apprezzate furono le sue versioni da Lucrezio, Catullo, Orazio e Shelley.

BIML: il R. stesso curò l'ed. integrale delle sue opere (Poemi liriche e traduzioni), Palermo 1912; l'Epistolario a cura di A. Togliatti, Catania 1922. Studi: C. Pascal, La vita e l'opera poetica di M. R., ivi 1914; F. Tauro de Tintis, L'arte e il pensiero dei Monaci, Recanati 1920; A. Tomaselli, Commentario rapsidiano (con vasta bibl.), Catania 1932; E. Bevilacqua, Rapisardiana, 1912; N. Cappellani, M. R., 2° ed., ivi 1938; C. Musmarri, Il cartagio fra M. R. e G. A. Cattaneo, ivi 1947. Enzo Navarra