ROBERTI, GIOVANNI BATTISTA. - Gesuita, poligrafo, n. a Bassano il 4 marzo 1719, m. ivi il 29 luglio 1786.
Entrato nell'Ordine nel 1736 insegnò nei collegi di Piacenza, Brescia, Parma (Accademico del Collegio dei Nobili) e a Bologna, dove fu professore di filosofia nel Collegio di S. Lucia, attendendo nel tempo stesso alla predicazione, alle lezioni bibliche nella chiesa e partecipando ad adunanze accademiche con vari discorsi. Con la soppressione della Compagnia di Gesù (1773) tornò alla casa paterna e si occupò delle numerose sue opere.
Tra queste, lasciando a parte le molte poesie, per lo più d'occasione, e qualche lieve tentativo drammatico, sono da ricordare i poemetti didascalici: Della Moda (Venezia 1746), certo presente ai Parini per il Giorno, Le fragole (ivi 1752); Le perle (Bologna 1756); Le favole esopiane (ivi 1773), accresciute di numero nelle edizioni seguenti (11ª, Bassano 1782). Più ancora si interessò con trattati e trattatelli di questioni morali in forma epistolare; notevoli: Del leggere libri di metafisica e di divertimento (1769), dove, tra i primi, insorge a combattere la lettura, divenuta di moda, di libri letterari e filosofici ultramontani, perniciosi alla Chiesa e alla educazione; i quattro opuscoli sul lusso: Discorso critico contro il lusso, Dialogo filosofico contro il lusso, Elogio dell'economia regolatrice del lusso; Lettera critica su le qualità del lusso presente in Italia (Bologna 1778); Annotazioni sopra l'umanità del sec. XVIII (ivi 1781), dove contro le vane ipocrite ostentazioni di umanità, dimostra quale sia, invece, la vera carità cristiana; Dell'amore verso la patria (ivi 1786) dove, confutate le diverse forme di amor patrio falso ed egoistico, spiega le qualità del vero, i doveri del cittadino e l'erosimo, talora imposto dalle circostanze. Da non dimenticare, tra i discorsi accademici, L'orazione a gli studiosi di pittura, scultura e architettura dell'Accad. Clementina (ivi 1758) in difesa della grandezza artistica italiana, e nel campo ascetico il Trattatello sopra le virtù piccole (1778), più volte ristampato e sempre di valore attuale.
Scrittore lindo, un po' leccato e studiato, amante delle piccole cose, ma sempre assai aderente alla realtà e pieno di buon senso, si fa leggere ancora con gusto e con utilità.