RILKE, RAINER MARIA

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RILKE, RAINER MARIA. - Poeta boemo di famiglia tedesca, n. a Praga il 4 dic. 1875, m. a Muzot (Svizzera) il 29 dic. 1926. Di antica famiglia carinziana, studiò nella natia città, poi a Monaco e a Berlino; viaggiò molto in tutta Europa, fin in Russia, in Egitto, in Algeria, in Tunisia. Visse a lungo in Germania e a Parigi, dove fu per 10 anni segretario di Rodin (donde il volume Auguste Rodin, 1913).

Nelle prime liriche di R., tra il 1894 e il 1899, sono già chiari gli spunti della sua futura poesia; ma ancora si avverte fortemente l'importanza ricevuta nell'adolescenza dalla Praga austriaca e la sua particolare sensibilità al mondo slavo: decisivo in questo senso fu il suo soggiorno in Russia, e il Das Stundenbuch, comprendente «Il libro della vita monastica», «Il libro del pellegrinaggio», «Il libro della povertà e della morte», pubblicato poco dopo (1905), dimostra appunto una religiosità più slava che germanica, piena di fervore, di affetto, ma in cui manca qualunque accenno dogmatico.

Nella Geschichte vom lieben Gott (1900), tredici parabolae piene di serenità, in cui chiaro è l'influsso toltissimo, dovuto sempre al suo soggiorno in Russia, l'inquietudine, la ricerca in Dio, che trapelano dai Frühe Gedichte (1899), sembrano appagate; ma riappaiono nel Buch der Bilder (1912); a questo libro si ricollega, per il mondo poetico e per lo stile, la Weise von Liebe und Tod des Gottes Christoph Rilke, a cui dové in gran parte la sua fama il poeta.

I Neue Gedichte (1907-1908), scritti durante il soggiorno parigino, contengono un mondo più vasto, con spunti culturali, su temi difficili e vari. Nel 1912 R. scrive il Requiem, tre poemetti in morte di un'amica; nel 1913, Das Marienleben, in cui interpreta in 15 liriche, analoghe alle scene dei pittori primitivi, varie scene della vita della Vergine: la nascita, la presentazione al Tempio, l'annunciazione, ecc. Dopo il lungo silenzio della prima guerra mondiale, nel 1923, le sue ultime opere sono le Duineser Elegien e i Sonette an Orpheus: il canto del cigno, forse, ma anche un vertice della poesia di R. Nella prosa non da notare Die Aufzeichnungen des Malte Laurids Brigge (1910), in cui il poeta si trasforma, in una proiezione lirica e fantastica, nel personaggio.

I temi principali della critica rilksiana sono stati la religiosità e il misticismo del poeta, personali e solitari. Ma R. è religioso in quanto sente la poesia della religione e del Vangelo, in modi a volte infantili, a volte estetizzati, ma non per questo meno lirici. Perfino i miti greci (Alcesti, Orfeo ed Euridice, la nascita di Venere) sono sentiti con quella religiosità intima e pudica, propria di tutta la sua poesia. Religione che si unisce ad una linearità classica, quasi elenizzante. La ricerca religiosa è espressa in tutte le sue opere, soprattutto nelle Elegie di Duino in cui tratta i più profondi problemi dell'esistenza. Ma nonostante la sua ricerca di Dio e i suoi forti legami con l'atmosfera cattolica, e soprattutto nonostante il tentativo di posizione cattolica delle sue opere, R. non giunge mai a un vero e proprio rapporto con la religione. Malgrado questa incompletezza religiosa, R. ha avuto una grande influenza sulla lirica moderna cattolica e non cattolica.

BIBL.: opere: Gesamm. Werke, 6 voll., Lipsia 1927, trad. II. V. ORANTE, Firenze 1929-30; L. Traverso, Milano 1949; G. Pintor, Torino 1942. Studi: E. Olivero, R. M. R., 1912; V. ORANTE, R. Storia di un'anima e di una poesia, Milano 1930; F. A. Hünich, R. Bibliogr., Lipsia 1935; W. Günther, Welt-nerbaum, Die Dichtung R.'s, Berna 1943; D. Bässermann, R.'s Vermächtnis für unsere Zeit, Berlino 1946. Per i suoi rapporti con la religione, V. F. Casnati, R. poeta anticristiano, in Vita e pensiero, 33 (1950), pp. 32-38.