RILIEVO

RILIEVO. - Si distingue, nelle arti figurative, dal gruppo statuario, per essere legato ad un piano di fondo dal quale emergono figure, architetture, paesaggi: si può suddividere in altorilievo o tutto r. o r. intero, in mezzo r., in basso r. e in r. schiacciato o stiacciato.

L'altorilievo non ha riduzione di piani prospettici: esso rappresenta un solo ordine di piani mentre quelli posteriori sono sovrapposti o trattati convenzionalmente come nel bassorilievo, con riduzione prospettica. Il mezzo r. ha invece implicita già un'esigenza di prospettiva e le zone del secondo piano sono occupate in parte, secondo il punto di vista, da quelle del primo piano. Il bassorilievo e lo stiacciato in maggior misura non presentano più figure o volumi mezzi tondi. V'è il disegno preciso e un rilievo assai basso rispetto alla superficie del piano di fondo. Questa distinzione dei generi, fatta dal Vasari e poi ripetuta dal Baldinucci, corrisponde alla pratica di ogni scultore dall'età antica ai nostri giorni.

L'altorilievo è assai frequente nei sarcofagi romanoristiani a partire dal sec. II e continuò per tutto l'alto medioevo nella cospicua messe di decorazioni scultore delle chiese, sia nelle membrature architettoniche come nei cibari, amboni, iconostasi e balaustre. Prevalse tuttavia in massima parte il bassorilievo. Nell'età bizantina, il calligrafico gusto decorativo dell'arte orientale ben corrisponde a questo genere di scultura sia nel marmo o nella pietra che in altri materiali per le arti industriali, come l'avorio, l'alabastro e i metalli pregiati.

Nell'età romanica il bassorilievo trionfò assolutamente in ogni luogo, interpretando uno degli elementi più caratteristici e singolari dell'architettura di quel periodo. Si ricordino le sculture di Wilgelmo e dell'Antelami, dei marmorari romani, di Bonanno Pisano a Pisa e a Monreale, quelle di tanti anonimi intagliatori.

L'altorilievo prevalse invece nella scultura pisana del Trecento, soprattutto con Nicola che raggiunse effetti di sorprendente vivacità, dinamismo e tensione nei suoi pulpiti di Pisa e di Siena. Anche Giovanni Pisano seppe mantenere uguale vigore nell'altorilievo e così Arnoldo di Cambio.

Il Rinascimento, con i suoi canoni di rigidissima esigenza prospettica e con la preferenza di soluzioni pittoriche, limitò l'uso dell'altorilievo; ma il Ghiberti nelle figure iscritte nelle cornici mistiline della porta meridionale del Battistero fiorentino, come già aveva fatto nella prima porta Andrea da Pontedera, sentì ancora il vigore dell'altorilievo. Così pure Donatello nella cantoria di S. Lorenzo e il della Robbia nei molti fregi di terracotta

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RILIEVO - Particolare del sarcofago di S. Costanza (sec. IV). Città del Vaticano, Museo pio-elementino.

RILIEVO - Nella seconda porta però il Ghiberti preferì il schiacciato che gli fece conseguire una grande delicatezza pittorica negli sfondi delle dieci formelle. Attento seguace delle norme del bassorilievo fu anche Jacopo della Quercia, specie nelle storie del Vecchio Tese, mentre scolpite sul portale del S. Petronio a Bologna, e Donatello nelle opere della maturità, fra cui i r. del-l'altore del Santo nella Basilica padovana. Da lui trassero esempio tutti gli altri scultori della Rinascenza.

Nel Cinquecento, con l'imporsi della grande architettura, fu preferito in genere l'altorilievo e molto spesso scultore a tutto tondo assunsero l'aspetto di veri e propri altorilievi, concepite come furono in netta funzione architettonica. Il bassorilievo fu confinato in decorazioni di paraste, candelabri, architravi, portali, ed ebbe squisite affermazioni in opere del Cellini e del Giambologna.

Nell'età barocca si intese ugualmente l'esigenza dell'uno e dell'altro genere come ornamento di scenografiche e complesse architetture. Nel Bernini, ad es., la statuaria anche a tutto tondo implicò soluzioni collegate agli effetti del r. come si rileva particolarmente nel gruppo plastico dell'Estasi di S. Teresa a S. Maria della Vittoria a Roma. Al gusto neoclassico piacque certe lineari soluzioni a bassorilievo, quasi stacciato, come nelle stele funerarie del Canova (si veda, ad es. il monumento a Giovanni Volpato nei SS. Apostoli a Roma) e il fondo fu levigato e ridotto ad un semplice piano d'appoggio dal quale presero corpo le figure. In grande uso fu l'altorilievo nelle sculture commemorative (arco di trionfo a Parigi). Nell'arte contemporanea il r. è trattato spesso dagli scultori: generalmente la preferenza va al bassorilievo. - Vedi tav. XLVIII.

BIBL.: A. Breysig, Essai sur la perspective des reliefs, s. 1. 1782; M. C. T. Auger, Analitische Darstellung der Basrelief-Prosthetische, Danzica 1834; G. Ratto, La visione binoculare applicata alla prospettiva lineare con alcuni cenni della sua applicazione al bassorilievo, Genova 1886; L. Venturi, Pretesti di critica, Milano 1929, p. 96 seg.; A. Venturi, Pietro Lombardi e alcuni bassor. venesiani del Quattrocento, in L'arte, nuova serie, 1 (1930), pp. 191-205; P. Verzone, Note sui r. in stucco nell'alto medioevo nell'Italia settentr., in Le arti, 1941-42, n. 2; D. K. Hill, dell'Italia nelle reliefs, in Hesperia, 12 (1943), n. 2; A. Boeckler, Effeménerleifs der ottonise. Renaissance, in Phoebus, 2 (1945). P. 145-55. Giovanni Carandente