ROTOLO. - Ai libri dell'antichità su carta di papiro, e ad alcuni documenti membranacei medievali, si dette comunemente la forma di r. (volumen, rotulus), sul quale si scrivevano in colonne disposte in senso parallelo alla lunghezza (pagine, schedae) i testi letterari, e nel senso opposto, senza divisione in colonne, i testi documentari. La scrittura occupava quasi sempre una parte sola, cioè l'interna, mentre l'esterna serviva da copertina.
Quando si voleva leggere il libro, lo si faceva stortare, in modo che la scrittura apparisse a poco a poco, su un cilindro di legno o di osso (umbilicus), le cui estremità solevano essere tinte o dorate e vagamente intarsiate. L'atto dell'avvolgere e svolgere venne detto plicare ed explicare: il libro svolto e letto sino alla fine fu detto liber explicitus (donde il compendio explicit in fine di un'opera che, analogamente all'incipit liber nei titoli, fu, nel medioevo, preso per un verbo e coniugato). Il titolo