Il gran pubblico lo impiega di regola come sinonimo di U.R.S.S. (v.), ma è uno improprio: la Costituzione sovietica pone, almeno in diritto, l'elemento russo, che con la sua prevalenza numerica e politica aveva rivendicato a sé una posizione di privilegio nello Stato zarista, alla pari di tutti gli altri elementi etnici che confluiscono nella nuova costruzione federativa. La R.S.F.S.R. (Repubblica Socialista Federale Sovietica Russa), che di questa costituisce l'unità sotto ogni riguardo più cospicua, è anch'essa talora indicata con il nome di R., in contrapposto alle altre 15 unità, ma si tratta di uso del pari non ufficiale ed improprio (la R.S.F.S.R. abbraccia, in Asia, molti territori che non c'è ragione di chiamare russi), com'è improprio equiparare la R. all'insieme di quelle unità amministrative che hanno la maggior parte del loro territorio ad occidente dei limiti tradizionali fra Asia ed Europa (prima di tutto perché di tali limiti quelle unità non tengono alcun conto.
La stessa città di R. oltre la sua cattedrale gotica, distrutta durante l'ultima guerra ma ora restaurata, ha una magnifica chiesa monastica in stile romanico del s. XII.
MARTIRI DI R. - Gruppo di religiosi e sacerdoti secolari ivi massacrati dai calvinisti nel 1572.
Nell'asprà rivolta dei Paesi Bassi, le truppe calviniste di Guglielmo il Taciturno, essendosi impadronite con un colpo di mano, il 24 luglio 1572, della città di R., in fierirono sul clero locale, facendo morire tra attori terrori e menti i sacerdoti Erasmo di Utrecht, Vincenzo di Herch, Mattia di Colonia, Giovanni di Liegi, Guglielmo Wellen, Giovanni Leevis, i diaconi Enrico Wellen, Giovanni Gresserich e i fratelli laici certosini Stefano Alberto Winsemio, Giovanni Sittard.
Insoluta è la questione della connivenza dell'Orange alla carneficina; egli però non intervenne per la salvezza dei seviziari, né prese provvedimenti contro gli assassini.