RUFFINI, FRANCESCO. - Giurista e storico, n. a Lessolo Canavese il 10 apr. 1863, m. a Torino il 29 marzo 1934. Laureatosi in giurisprudenza a Torino nel 1886, perfezionò i suoi studi a Lipsia alla scuola di E. Friedberg. Nel 1891 libero docente in Diritto ecclesiastico, poi incaricato della stessa materia nell'Università di Pavia (1892-93), indi straordinario in quella di Genova (1893). Dal 1899 tenne la cattedra di storia del Diritto italiano nell'Università di Torino, passando nel 1908 a quella di Diritto ecclesiastico nello stesso Ateneo. Cessò dall'insegnamento nel 1932, essendosi rifiutato di prestare giuramento al regime fascista. Fu presidente dell'Accademia delle scienze di Torino, senatore del Regno dal 1914, ministro della Pubblica istruzione nel 1916-17, socio nazionale dell'Accademia dei Lincei.
Fu uno dei capiscuola del diritto ecclesiastico nelle Università statali italiane ed il suo apporto fu decisivo per l'affermazione della autonomia scientifica e didattica della disciplina. A differenza di altri giuristi laici, che limitavano lo studio del diritto ecclesiastico alla parte interessante la legislazione statale, il R. sostenne sempre la fondamentale importanza del diritto canonico. Dello studio di quest'ultimo egli fu riconosciuto come il restauratore in Italia, dopo il lungo e graduale decadimento culminato con l'abolizione delle facoltà teologiche nel 1873, in cui questa disciplina era caduta.
Caratteristica del pensiero del R. è la concezione storica della scienza giuridica, che egli considerava l'unica veramente positiva. Questa profonda sensibilità del R. per la storia poté farlo giudicare da alcuni più storico che giurista positivo. Ma, come esattamente scrisse il Croce, «il R. era fondamentalmente un giurista, ed alla formazione dei principi ed istituti giuridici andava sempre il suo occhio nella considerazione della storia». Tra i suoi lavori giuridici principali, vanno ricordati, oltre le celebre traduzione del Trattato di diritto ecclesiastico del Friedberg, con ampie note e appendici relative all'Italia (Torino 1893), i saggi sopra l'Actio spoli (ivi 1889), La buona fede in materia di prescrizione (ivi 1892), Le tasse di rivendicazione e vincolo (ivi 1894), La rappresentanza giuridica delle parrocchie (ivi 1896), Le decime contrattuali (ivi 1902), La quota di concorso (ivi 1904), Le spese di culto delle opere (ivi 1908), Il «ius exclusivae» nell'elezione del Pontefice (ivi 1910); nonché i fondamentali studi su la Classificazione delle persone giuridiche in Sinibaldo dei Fieschi e in C. F. Savigny (1898-1909), ed altri importanti temi di diritto pubblico e privato. Vastissima parte della sua produzione è poi dedicata ai problemi della libertà religiosa nella storia dell'idea e nei suoi riflessi giuridici (1901-24), nonché alle questioni inerenti ai rapporti fra Chiesa e Stato in Italia e in Francia (1902-31). L'argomento noti, fuori del campo strettamente giuridico, i suoi studi sul socinianismo e sul giansenismo, a cui sono connessi i lavori sul Cavour (1912-31) e quelli, molto discussi nelle conclusioni, ma sempre preziosi per ricchezza di materiali e per ricostruzione di ambienti, sulla vita religiosa del Manzoni (1925-31); opere nelle quali si riflette particolarmente l'espressione della coscienza politico-religiosa del R., informata a un liberalismo dottrinale spesso tollerante.