SALAZAR, FRANCISCO DOMINGO de. - Domenicano, primo vescovo di Manila, n. nel 1512 a La bastida (Roja) sull'Ebro, m. a Madrid il 4 dic. 1594. Entrò nel convento domenicano di S. Esteban a Salamanca il 16 nov. 1546, dopo aver studiato presso quella Università dove VITA (v.).
Nel 1548 si recò nel Messico, dove insegnò teologia ed ebbe il grado di magister. Poi fu missionario nella
provincia di Guajaca, dove energicamente prese le parti degli Indiani. Dal 1558 al 1560 accompagnò una spedizione spagnola alla Florida. Fu poi priore in Messico, vicario provinciale e primo consultore del S. Uffizio nel Nuovo Mondo. Fu invitato a Madrid per difendere gli interessi della provincia e tutelare i diritti degli Indiani; fece impressione sul re, Filippo II, che lo presentò come primo vescovo di Manila, cretà il 6 febbr. 1579 come suffragana di Messico. Con 20 domenicani e 6 sacerdoti secolari salpò per il Messico, donde le navi solevano fare vela per le Filippine. Causa la peste S. arrivò con due soli domenicani nel Messico, di cui uno dovette rimanervi a motivo della malattia. Altri 4 gesuiti gli si unirono. Nel marzo del 1581 approdò a Manila. Ivi costruì la Cattedrale e un ospedale per gli indigeni ed il 16 ott. 1582 tenne il primo Sinodo diocesano, approvato con breve di Gregorio XIV il 18 apr. 1591. Il 14 apr. 1586 riunì i missionari in una giunta, la quale decretò di mandare il gesuita Alonso Sanchez in Spagna per difendere gli indigeni. Coi religiosi, e specialmente con gli Agostiniani, sostenne un lungo conflitto per far valere i diritti del vescovo contro i privilegi dei religiosi. Il 18 giugno 1583 scrisse a Filippo II una lettera sostenendo che la Spagna aveva il diritto di occupare militarmente la Cina, sebbene situata nella sfera d'influenza portoghese, e di aprire con le armi ai missionari la via alla evangelizzazione della Cina fino allora chiusa. Dopo sette anni, in un'altra lettera a Filippo II del 24 giugno 1590 ritratò tale teoria, per cui sarebbe stato lecito aprire la strada ai missionari con le armi.
Si meritò il nome onorifico del « Las Casas delle Filippine » per la sua lotta contro i tributi imposti dagli Spagnoli agli indigeni e specialmente contro il governatore Gomez Perez Dasmarinas. Nonostante la tarda età il 26 giugno 1591 si mise in viaggio verso la Spagna per far trionfare presso il Re la causa missionaria delle Filippine. Filippo II si dichiarò disposto a dotare l'arcidiocesi di Manila e le diocesi di Nueva Segovia, Nueva Cáceres e Cebu. Con bolla del 14 ag. 1595 Manila fu separata da Messico ed elevata a provincia ecclesiastica autonoma. Sera già morto a Madrid all'età di 82 anni.