Superate molte difficoltà, entrò nella Compagnia di Gesù a Napoli nel 1678; terminato il corso teologico al Collegio Romano, ebbe l'ufficio di lettore di controversie nel Collegio Greco e nel 1709 divenne professore di diritto nel Collegio Germanico. Nel 1710 fu nominato da Clemente XI uditore, consigliere, teologo del card. Albani, mandato in missione straordinaria alla corte di Sassonia. Fu in quell'occasione che il S., con fine sensibilità di diplomatico congiunta a una pazienza e a uno zelo ammirerò, riuscì a convertire il principe elettore di Sassonia, Federico Augusto III (27 nov. 1712). Clemente XI per quest'alta benemerenza lo creò cardinale.
La sua opera principale è lo Specimen orientalis Ecclesiae ab origine ad Concilium Nicaenum (Roma 1702);
è un saggio di apologia della Chiesa cattolica con scopo prevalentemente irrenico; è ricco di documenti, ma povero di critica.