SAMARIA (ή Σαμαρείτις). - Una delle tre regioni storiche della Palestina, al centro dell'altopiano, avendo il Giordano per confine ad est, la pianura costiera del Saron ad ovest, la piana d'Esdrelon a nord. Il confine meridionale con la Giudea si è spostato spesso, secondo le vicissitudini politiche.
Il nome, che prima dell'esilio era applicato al territorio del Regno del nord (II Reg. 10,32; 15,29; 17,28; II Par. 25,13), distrutta la capitale e il Regno indicò gli abitanti della provincia assai di Samaria, poi del distretto Semarajn. In un primo tempo comprendeva nel suo territorio i villaggi di Bethel, Bethoron e Gerico, ma dopo il ritorno dei Giudei dall'esilio al confine meridionale perdette le toparchie di Aphairema (= eΓ-Ταβιθει), Lydda, Ramathaim (Rentis), Acrabatene.
Secondo Flavio Giuseppe (Bell. Iud., III, 34), la S. cominciava al nord del villaggio di Ginea (= Genin) sul margine meridionale della piana d'Esdrelon, appartene alla Galilea, e si estendeva verso sud sino alla toparchia di Acrabatena (= e-Γ-Αραβαι), Altrove però lo stesso scrittore (Vita, 14) indica Casaloth (= Iksal) come il punto più meridionale della Galilea, lasciando così fuori dei confini la pianura d'Esdrelon, dominio di Berenice, che vi possedeva dei granai (Vita, 24). Probabilmente la piana restò divisa tra la Galilea e la S. dallo storico fiume
Cison (Nahr el-Muqattá'), toccando a nord-est il confine del territorio di Scitopoli (= Bejsán) e a nord-ovest la Fenicia al punto di Anaut-Borceus (Bell. Iud., III, 3,3), corrispondente ad 'Ajn Berqit fra Cesarea e Dora. Il confine con la Giudea a sud era costituito, secondo lo stesso autore (Bell. Iud., I, 6, 5), da una linea che partendo da Antipatriade (Qal'at Rās el-'Ajn) risaliva per il Wādi Dejr Ballūt sino a Hirtbet Berqit, e di là, dirigendosi su el-Ormeh, discendeva su Corea (= Qarāwah) e poi per il Wādi Fār'ah al Giordano, che dal Wādi Mālih sino al Wādi Kefrinq costituiva il lato orientale, mentre l'occidente risaliva dal Nahr el-'Awgā sino al Nahr ez-Zergā. Questi confini rimasero quasi immutati sino al tempo dei conquistatori arabi, che retrocessero i confini meridionali del distretto di Nābulus a sud di Lubbān e di Sejlūn.
La regione è un massiccio, che continua con i monti della Giudea. Le alture più eminenti sono tra i 700 e i 700 m., superando i 1000 m. soltanto nel Tell 'Aṣūr (1011 m.) presso il margine orientale; ad occidente però il gruppo, noto un tempo con il nome di «monti d'Ephraim», è meno elevato. Nel centro della regione, Hebal (v.), oggi Ġebel es-Slemijieh, 1938 m.) e del Garizim, oggi Ġebel e-Γ-Ṭōr (868 m.), sono l'uno di fronte all'altro; e in mezzo la valle e piana di el-Māhnah, Sichem (v.), presso cui l'odierna Nābulus con 20.000 ab. Vicino era il pozzo di Giacobbe, sull'orlo del quale il Salvatore convertì la Samaritana (Io. 4). Nelle valli convergono numerosi wādī, per formare il fiume più importante della S., il Nahr el-Awgā, e ad est è il Wādi Fār'ah.
Estesi sono i campi di cereali. La regione è percorsa, da nord a sud, dalla strada che da Gerusalemme corre per Genin, altro centro importante della S. Con la nuova divisione politica della Palestina, Ġenin forma il limite settentrionale del Regno di Giordania; l'altra via di comunicazione dall'est all'ovest, che da Nābulus conduce alla costa, è interrotta a Tōl Karm, frontiera fra Israele e la Giordania.