Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Sacra Scrittura

SAMARITANO, PENTATEUCO

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PENTATEUCO SAMARITANO rimanda qui.

Noto anche come: tedesco: Samaritanische Pentateuch; inglese: Pentateuch of the Samaritans, Samaritan Torah; francese: Pentateuque samaritain

SAMARITANO, PENTATEUCO. - I cinque libri di Mosè, che per i Samaritani sono tutta la Bibbia, limitatasi allo stadio iniziale del Canone, al momento della secessione dei Samaritani (ca. 400 a. C.). Questa tôrâh, base di tutta la loro vita religiosa e sociale, viene tramandata con un conservatorismo impressionante. La stessa scrittura in cui si conserva è l'antica ebraica o fenicia un po' evoluta.

Ciò è importante nella critica testuale del Vecchio Testamento. I Samaritani non vollero ammettere evoluzioni o epurazioni recensionali, né tutta la «siepe» masoretica che fissava il testo sacro; non ne avevano bisogno, abitando un territorio ristretto ed essendo pochi di numero. Se avessero avuto il vero testo originale, non vi sarebbe testo del Pentateuco più genuino del loro; avrebbe ragione il primo editore di un manoscritto del P. S. in Europa (J. Morin, Exercitationes..., Parigi 1631) di esaltarlo al di sopra del testo masoretico, dopo che P. Della Valle (v.) nel 1616 aveva portato quel manoscritto assieme ad un targüm di esso. Ma a credere P. Kahle, la cosa è ben più complicata. Però hanno torto quelli che, influenzati da prevenzioni dogmatiche, eliminano il P. S. dalle ricerche di critica testuale, come G. Gesenius (v.), cui si deve la più accurata classificazione delle sue varianti.

Nel complesso, è da preferirsi il testo masoretico, basato su manoscritti più antichi del P. S., scevro di addizioni posteriori ai testi volgari, che preferisce in certa misura forme grammaticali più difficili ma più originali. Però anche la recensione «dotta» masoretica non è priva di influssi dogmatici. Il P. S., al contrario, è un testo popolare che, prima e dopo la secessione, nella comunità samaritana veniva modernizzato secondo i bisogni dei lettori ed ascoltatori, come oggi i poeti del '500 e '600 vengono presentati in ortografia moderna. Si resero necessari i seguenti adattamenti: ricchezza di matres lectionis, simile a quella che mostra il primo rotolo di Isaia trovato nel 1947 a Hírbet Qumrán; rettifica o anche correzione delle forme grammaticali troppo arcaiche o non bene comprensibili. Rimasero nel testo parecchi passi intrusi provenienti da luoghi paralleli, come avviene quando la parola di Dio è viva nella liturgia, nella predicazione, nell'insegnamento dogmatico. Inoltre è probabile che la maniera samaritana di scrivere il testo sacro rispecchi influssi dialettali diversi da quelli di Gerusalemme (Sperber); il sistema samaritano di «puntazione» semplice appare solo dopo il 1200 d. C., in alcuni codici appena. Dalla lingua parlata che diventò sempre più l'aramaico samaritano, simile a quello della Galilea, s'introdussero parecchi aramaismi. Ciò spiega la massa dell'oltre 6000 varianti in confronto al Pentateuco masoretico.

Più controverse però sono le varianti che fanno vedere la particolare dogmatica dei Samaritani, specialmente quelle germogliate attorno ai passi biblici che si riferiscono al Monte Garizim, dove costruirono il loro tempio. Anche qui un giudizio equo suppone la conoscenza della storia premasoretica del testo ebraico. Alcuni apocrifi, come l'Henoch (v.) etopico ed il Libro dei Giubilei (v.), hanno identiche con il P. S. cifre per i patriarchi in Gen. 5, 10-11. Ciò si spiega solo ammettendo che, in ambienti giudaiei, oltre al tipo di testo che più tardi determinò il testo masoretico, oltre a quello «mezzo popolare» (P. Kahle) che è a base dei Settanta (v.), era in uso un terzo tipo vicino a quello samaritano. Ciò è comprovato da citazioni di Filone Alessandrino e da riferimenti del Nuovo Testamento (p. es., Act. 7, 4; 7, 32; 7, 35; Hebr. 9, 3), che trovano il loro corrispondente soltanto nel P. S..

Vi era dunque tendenza antisamaritana nella fissazione del textus receptus ebraico, attorno al 100 d. C., che man mano eliminò i testi favorevoli ai Samaritani. Simile tendenza esisteva già prima della loro secessione, e si assiste al fatto curioso che alcuni «antisamaritanismi» furono tramandati dagli stessi Samaritani per la loro venerazione della tradizione, come aggiunte al testo di Deut. 11, 29; 27, 12; Ios. 8, 33, che ancor oggi nel testo masoretico attribuiscono al Garizim la funzione di montagna di benedizione, mentre al Hebal quella di montagna di maledizione. Storicamente esisteva un santuario sul Garizim, non però tanto famoso ai tempi dei re. Le aggiunte però, non escluse dal P. S., insinuano che si tratti di località nei pressi di Galgal, vicino al Giordano, in contrasto con la concezione samaritana. Alcuni esegeti affermano con seria probabilità che non sono stati i S. a cambiare il testo in loro favore sostituendo in Deut. 27, 4 «Hebal» con «Garizim», ma piuttosto i Giudei sostituendo «Garizim» a «Hebal» in Deut. 27, 4 e Ios. 8, 30 (ed. Meyer, C. C. Torrey, R. H. Pfeiffer, e già B. Kennicott); Dio avrebbe ordinato un altare piuttosto sulla montagna della maledizione che non su quella della benedizione che, anche secondo il testo masoretico, è solamente il Garizim. Ma in altri 19 passi (levando il prefisso j del verbo icegliere) sono stati piuttosto i Samaritani a cambiare il testo in favore della loro dogmatica.

Anche ammesso, dunque, che il testo masoretico sia migliore, il P. S. rimane un documento prezioso per controllarlo ed emendarlo in un numero rilevante di casi. Persino nell'orbita dei suoi samaritanismi più spiccati la sua testimonianza richiede un serio esame. In 1900 delle sue varianti il P. S. ha spesso l'appoggio dei Settanta; non è però possibile stabilire regole meccaniche di preferenza.

SAMARITANO. PENTATEUCO - Il codice del Pentateuco, scritto in lettere samaritane (sec. XII d. C.) - Nabulus.
SAMARITANO. PENTATEUCO - Il codice del Pentateuco, scritto in lettere samaritane (sec. XII d. C.) - Nabulus.(da Judisches Lexikon, IV, 2, Berlino 1918, tav. a colori alla voce Samaritanes)

Nonostante molte vivaci discussioni, la critica testuale non ha ancora nel P. S. quello strumento di lavoro che sarebbe desiderabile. Il testo è accessibile nelle Poliglotte di Parigi (1645) e di Londra (1657) con versione latina ad ambedue. B. Kennicott (Oxford 1776-80) e oggi R. Kittel notano le sue varianti importanti nelle loro Bibbie. Blayney ne diede un'edizione comoda, basata specialmente sul manoscritto parigino (Oxford 1790). A. von Gall (Berlino 1914-18) ne curò un'edizione critica, con una preziosa introduzione (alla quale P. Kahle fornì materiali) e apparato critico; ma l'edizione critica ha seri difetti: non si basa su tutti i manoscritti, non si occupa del targüm samaritano (edito da Petermann e Vollers in maniera ancor meno soddisfacente) né della versione araba, né di quella greca (il Samareitikon, già usato da Origene nell'Esapla: versione secondo il testo ebraico-samaritano, ma avendo sott'occhio la versione dei Settanta [e forse versioni anteriori ai Settanta?]), né dei commenti, specialmente quello in aramaico Mémar di Marqah, il più grande scrittore dei samaritani, né dei passi biblici riportati dalla liturgia. Difetto più grave è l'adozione di principi eclettici non del tutto corrispondenti ai fatti. Così il P. S. è rimasto un difficile campo di vasto lavoro, per pochi specialisti, che richiede vastissima erudizione nella storia premasoretica della Bibbia ebraica con molto giudizio.

SAMARITANO, PENTATEUCO - Gran Sacerdote (fot. del 1925) innanzi al veneratissimo P. S. (sec. XII d. C.) nella sinagoga di Nabulus.
SAMARITANO, PENTATEUCO - Gran Sacerdote (fot. del 1925) innanzi al veneratissimo P. S. (sec. XII d. C.) nella sinagoga di Nabulus.(da Jüdisches Lexikon, IV, 2, Berlino 1936, coll. 69-78, voce Samaritaner)
Bibliografia22 opere
BIBL.: la bibl. più antica in E. Kautzsch, Samaritaner, in Realencykl. f. prot. Theol., XVII (1906), coll. 440-45. Inoltre: E. Meyer (B. Luther), Die Israeliten und ihre Nachbarstämme, Halle 1906, pp. 543-47; J. A. Montgomery, The Samaritans, Filadelfia 1907, pp. 286-90; C. C. Torrey, Ezra studies, Chicago 1910, pp. 321-33; P. Glauc-A. Rablfs, Fragmente einer griech. Übersetzung des samarit. Pentateuchs, Berlino 1911, pp. 31-68; anon., Samaritain (Pentateuque), in DB, V (1912), coll. 1421-1424; C. Steuernagel, Einleitung in das Alte Test., Tubinga 1912, pp. 43-44; J. J. Munro, The Samar. Pentat. and modern criticism, Londra 1912; A. von Gall, Der hebr. Pentat. der Samarit., Giessen 1914-18 (cf. N. Peters, in Bibl. Zeitsch., 13 (1915), pp. 97-106); P. Kahle, Untersuch. zur Gesch. des Pentateuchtextes, in Theol. Studien und Kritiken, 88 (1915), pp. 399-439 (fondamentale); id., Aus der Gesch. der ältesten Bibelhandschrift, in Baudissinfestschrift, Giessen 1918, pp. 247-60 (sulla storia del più antico codice cf. id., The Cairo Geniza [Schweiz lectures], Londra 1947, pp. 50 nota, 229; non è ancora stato fotografato e reso accessibile, ad eccezione di un passo insignificante); Ch. Heller, The Samar. Pentat., Berlino 1923; D. Rettig, Memar Marqa, Stoccarda 1934; C. W. Dugmore, Two Samar. manuscripts in the library of Queen's College, Cambridge, in Journ. of theolog. studies, 36 (1935), pp. 131-45; L. Goldberg, Das samarit. Pentateuchtargum, Stoccarda 1935; E. Robertson, Catalogue of the Samar. manuscripts in the John Rylands Library, Manchester 1938; A. Sperber, in Hebrew union college annual, 12-13 (1937-38), pp. 103-274; 14 (1939), pp. 153-219; R. H. Pfeiffer, Introd. to the Old Test., Nuova York 1941, pp. 101-104, 200-202; G. Gerleman, Synoptic Studies in the Old Test., Lund 1948; B. J. Roberts, The Old Test. text and versions, Cardiff 1951, pp. 188-96; S. Talmon, The Samaritan Pentateuch, in Journ. of Jewish Studies, 2 (1951), pp. 144-50.

Pietro Nober

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 1736–1739.

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Nober, Pietro. “Samaritano, pentateuco.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 1736–1739. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/samaritano-pentateuco.

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Nober, Pietro. “Samaritano, pentateuco.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1736–1739. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/samaritano-pentateuco.

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