Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Gerarchia ecclesiastica Abbazie nullius

SAN MARTINO AL MONTE CIMINO

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SAN MARTINO AL MONTE CIMINO - Interno della badia (sec. XIII).
SAN MARTINO AL MONTE CIMINO - Interno della badia (sec. XIII).

SAN MARTINO AL MONTE CIMINO. - Abbazia « nullius » fondata nel sec. XIII, in provincia di Viterbo. Sin dall'838 si ha notizia dell'esistenza in questa località di una chiesa dello stesso titolo dipendente dal monastero di Farfa.

Verso il 1045 i monaci benedettini dopo essersi resi indipendenti da quella potente abbazia, ricostruirono la chiesa; un secolo appresso però il monastero si trovava in piena decadenza, tanto che Eugenio III lo affidò ai Cistercensi provenienti da S. Sulpizio presso Belley in Savoia. Non avendo giovato neppure questo provvedimento a riportare l'abbazia in condizioni di prosperità, Innocenzo III ne impose la cessione ai Cistercensi di Pointigny che avevano una regola più severa, accordando ad essi grandi privilegi e concessioni (1207). A quest'ultimo periodo risale la chiesa attuale costruita sotto il governo dell'abate Pietro con l'appoggio del card. Raniero Capocci, vescovo di Viterbo, e consacrata verso il 1230.

Dopo un periodo di grande splendore l'abbazia venne cretta in commenda nel 1378 e nel 1645 fu posta da Innocenzo X sotto il patronato dei Pamphili che costruirono accanto alla chiesa il palazzo baronale, demolendo o trasformando gran parte delle costruzioni monastiche e rinnovando la chiesa stessa secondo il gusto barocco. Restanti compiuti nel 1911-15 hanno ricondotto il tempio alle forme originarie, conservando delle parti non originali le cuspidi dei campanili, probabile aggiunta trecentesca. L'ordinario di Viterbo dal 2 maggio 1936 ha unito in perpetuo il titolo di abate di S. M.

La chiesa rappresenta una forma gotica più progredita nei confronti delle altre cistercensi sorte nel Lazio secondo il modello di Fossanova (v.), essendo risultato di un nuovo diretto apporto delle correnti d'Otralpe, specialmente della scuola borgognona. Caratteristica la posizione a destra anziché a sinistra delle rimanenti costruzioni, come è consueto negli altri monasteri dell'Ordine, per conservare edifici preesistenti. La facciata, fiancheggiata dai due campanili e superiormente aperta quasi completamente a giorno da un grande finestrone ovigale nel quale è innestato il rosone che segna, col contorno esterno, l'andamento della volta della navata, mostra una stretta affinità con le opere coeve francesi. I medesimi influssi si notano nell'interno per l'icnografia a croce egizia terminante con abside pentagonale sostenuta da poderosi contrafforti, tra i quali si aprono due ordini di finestre, tranne nei lati estremi che presentano solo la finestra superiore. Caratteristico è anche l'innesto del campanile-tiburio centrale (rimasto appena all'inizio) sulla crociera, di cui risulta più stretto così da raccordarsi ai piloni angolari mediante nervature incrociate. Lungo la navata principale, divisa in quattro campate, a ciascuna delle quali ne corrispondono due nelle laterali, si alternano colonne e pilastri rettangolari a cui sono addossate semicolonne, particolarità anche questa che si nota nelle altre chiese cistercensi del Lazio. L'insieme produce un effetto imponente e solenne, non solo per la grandiosità delle proporzioni, ma anche per lo slancio verticale che anima tutta la composizione.

Delle altre costruzioni monastiche rimangono solo avanzi del chiostro romanico appartenente alla chiesa primitiva del sec. XI, della sala capitolare a tre navate e del refettorio diviso in due navate da pilastri polistili, coevi invece alla chiesa attuale.

Bibliografia5 opere
BIBL.: P. Egidi, L'abbazia benedett. di S. M. al C., in Rio benedett., 1 (1906), pp. 579-90; 2 (1907), pp. 161-99, 481-552; A. Muñoz, Monum. di architetti, gotica nel Lazio, in Vita d'arte, sett. 1911, pp. 75-103; P. Toesca, Storia dell'arte ital. Il medio evo, Torino 1926, p. 681; A. M. Bessone Aureli, L'abbazia gotica di S. M. al C., in Le Vie d'Italia, 1935, pp. 862-64.

Mario Zocca

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 1794–1795.

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vol. 10, coll. 1793–1794
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vol. 10, coll. 1795–1796

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Zocca, Mario. “San Martino Al Monte Cimino.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 1794–1795. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/san-martino-al-monte-cimino.

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Zocca, Mario. “San Martino Al Monte Cimino.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1794–1795. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/san-martino-al-monte-cimino.

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