SARAGOZZA (ZARAGOZA), ARCIDIOCESI di - Madonna del Pilar, statua in alabastro. Santuario del Pilar - Saragozza.
2. Tra le altre donne di questo nome nel Vecchio Testamento è da ricordare S. figlia di Raguel e moglie di Tobia il giovane (Tob. 6-11). Asmodeo (v.), che le aveva ucciso i primi sette mariti (ibid. 3, 8), ne venne RAFFAELE, SANTO (v.), che predispose le sue nozze con Tobia suo cugino, quando questi si recò ad Ecbatana nella Media (Volg. Rages, oggi Hama-dan nell'Iran) per riscuotere l'antico debito. La liturgia ha adottato nella Messa per gli sposi la bella formola di augurio e di benedizione pronunziata da Raguel nel matrimonio di sua figlia S. con Tobia: «Il Dio d'Abramo, il Dio d'Isacco ed il Dio di Giacobbe sia con voi, ed egli vi congiunga ed adempia in voi la sua benedizione» (Tob. 7, 15). Le feste nuziali celebrata ad Ecbatana si ripeterono poi a Ninive nella casa dei genitori di Tobia (ibid. 11, 15 sgg.). I due sposi trascorsero i loro ultimi anni ad Ecbatana nella casa di Raguel (ibid. 14, 21 sgg.).
SARAGOZZA (ZARAGOZA), ARCIDIOCESI di. Città e arcidiocesi metropolitana dell'Aragona (Spagna), situata nella provincia civile omonima e in gran parte di quella di Teruel. Ha una parrocchia nella Navarra, mentre la parrocchia di S. Encrazia, nella città stessa di S., appartiene alla diocesi di Huesca. La città di S. fu definita da Isidoro di Siviglia «loci amoenitate, deliciis prestantior civitas tibus Hispaniae cunctis».
La superficie dell'arcidiocesi è di 20.409 kmq. con una popolazione di 570.000 ab. tutti cattolici, distribuiti in 371 parrocchie, servite da 474 sacerdoti diocesani e 257 regolari. Ha tre seminari: il Reale di S. Carlo Borromeo, fondato nel 1588 e affidato ai Gesuiti, che vi rimasero fino alla loro espulsione sotto Carlo III; il Pontificio di S. Valero, fondato nel 1788; il minore di Belchite. Vi sono inoltre 22 comunità religiose maschili e 105 femminili (Ann. Pont., 1952, p. 369).
La città sulla destra dell'Ebro fu abitata dai Cantabri e si chiamò Salduba o Salhuvia; distrutta nel 45 a. C. venne ricostruita dai Romani che la chiamarono «Colonia Caesar Augusta». Venne invasa nel 409 dai Vandali; nel 452 dagli Svevi, ca. il 466 dai Visigoti, ca. il 714 dagli Arabi, che la chiamarono Saragustah, donde la denominazione odierna. Gli Arabi la fecero capitale d'uno degli Stati sorti dopo la distruzione del califfato di Cordoba. Contesa dai re di Aragona e da quelli di Castiglia, fu conquistata da Alfonso I d'Aragona, detto il Batalador, il 19 dic. 1118; fiorì allora fino a divenire il centro della vita politica aragonese, primato che perdette con la formazione del Regno di Spagna; insorse invano alla fine del sec. xvi; Filippo II le tolse gran parte delle sue costituzioni amministrative del sec. xv che avevano servito per modello ad altre città del Regno di Aragona; risollevata per favorire Carlo d'Austria, venne stremata da Filippo V. Nella guerra contro Napoleone quasi la metà dei suoi cittadini caddero durante due mesi d'assedio eroico che conferirono alla città il titolo di «siempre heróica».
Il cristianesimo in S. è attestato dalla metà del sec. III; s. Cipriano nel 254 chiama il suo vescovo Felice «fidei cultor ac defensor veritatis» (PL 3, 1066 A; ed. G. Bayard, II, Parigi 1925, ep. 67, 6, p. 231). Al principio del sec. IV il vescovo di S. figura al Concilio di Elvira.
Tra i vescovi di S. anteriori all'invasione araba si ricordano Massimo (ca. 592-619) che fu presente ai Sinodi di Barcellona e di Egara; a lui successe S. Braulio (v.) che andò al IV, V e VI Concilio di Toledo; Taine (v.) che andò ai Sinodi di Toledo degli a. 653, 655 e 656 ed è autore dei Libri Sententiarum (PL 80, 727-990; Z. Garcia Villada, Historia eclesiástica de España, II, II, Madrid 1933, p. 90 sgg.). Durante l'invasione araba si conoscono i vescovi Senior (ca. 850), Elna che si rifugiò nell'800 a Oviedo. Paterno che inviato a Cluny ne introdusse poi la riforma nell'abbazia di S. Juan de la Peña e a S. Salvador de Leyre. Dopo la riconquista, il primo vescovo fu Pedro de Librana, confermato da Callisto II. Tra i suoi successori si ricorda Bernardo (1138-52), che istituì i canonici nelle due cattedrali di S. Salvatore e di N. S. del Pilar. Cedendo alle istanze del re Giacomo II di Aragona, il papa Giovanni XXII il 18 giugno 1318 elevò la diocesi di S. a metropolitana, dandole per suffragane le sedi di Calahorra, Tarazona, Pamplona, Huesca e Segorbe. Col Concordato del 1851 vi furono altre modifiche; oggi le sue suffragane sono: Albarracín, Barbastro, Huesca, Jaca, Pamplona, Tarazona, Teruel, Tudela. Primo arcivescovo di S. fu P. Lopez de Luna; i suoi successori furono della casa di Ara- gona per circa un secolo, cioè Giovanni (1458), Alonso (1478-1520), Giovanni II (1520-30), Fernando (1539-75) già abate del monastero cistercense di Veruela (Cottineau, II, coll. 3349-50). L'arcivescovo Garcia Fernández de Heredia fu assassinato nel 1411 da Antonio de Luna.
Fra gli arcivescovi elevati alla porpora si notano Giulio Campullas (1347-51), Manuel García Gil (1858-1881) che fu uno dei teologi al Concilio Vaticano, Fr. de Paula Benavides y Navarrete (1881-94) e il card. J. Soldevila y Romero, assassinato nel 1923 (AAS, 15 [1923], p. 605).
Sinodi e Martiri. - Nel 380, con l'intervento di 10 vescovi spagnoli e 2 della Gallia, fu tenuto il primo Sinodo contro il priscilianismo; il secondo fu tenuto il 1° nov. 592 dal vescovo Magno, il terzo nel 691 sotto il vescovo Valdaredo; un quarto dall'arcivescovo Andrea Santos (1578-85) per l'applicazione dei canoni del Concilio di Trento. Al clero di S. VELA, VINCENZO (v.) martirizzato nel 304 a Sagunto, come attesta Prudenzio che gli dedicò il carme 4 del suo Imperatore d'Avon. Lo stesso poeta ritirò i nomi di 18 martiri di S., cioè Ottato, Luperco,

Saragozza (Zaragoza), arcibiccesi di Madonna del Pilar, statua in alabastro. Santuario del Pilar - Saragozza.
Successo, Marziale, Urbano, Giulio, Quintiliano, Publio, Frontone, Felice, Ceciliano, Evoto, Primitivo, Apodemo, quattro di nome Saturnino e tre confessori: Engratia, Caio e Cremenzio (ibid., vv. 145-64). I quattro dal nome Saturnino sono sostituiti da Eugenio di Toledo con Cassiano, Gennaro, Matutino e Fausto (Carmen de Basilica sanctorum XVIII martyrum, IX, 15-20, in MGH, Auctores antiquiss., XIV, p. 240), nomi che tornano nel Sacramentario mozarabico (M. Ferotin, Le liber mozarabicus Sacramentorum et les manuscrits mozarabiques, Parigi 1912, p. 276). H. Delehaye osserva che i nomi Fausto, Gennaro e Marziale corrispondono ai tre martiri di Cordova (Les origines du culte des martyrs, 2a ed., Bruxelles 1933, p. 364). Nel 1250, al tempo del vescovo A. de Peralto, gli Ebrei crocifissero il piccolo s. Dominguito del Val le cui reliquie si conservano nella cappella a lui dedicata nella Cattedrale.
Chiese. - S. ha due cattedrali: la « Seo », da Sedes, dedicata al S. mo Salvatore, e il santuario di « Nuestra Señora del Pilar », patrona di tutta la Spagna. Clemente X con la bolla in data 11 febbr. 1675 stabilì l'unione delle due Cattedrali: il Capitolo presta servizio a turno nelle due, metà in una, metà nell'altra, scambiandosi ogni anno. Il papa Pio XI, in data 17 maggio 1922, concesse l'uso della mitra ai canonici soltanto nella festa di N. S. del Pilar (12 ott.) a condizione che la Messa pontificale venga celebrata dall'Ordinario « pro tempore ». La « Seo » ebbe l'edificio primitivo distrutto dagli Arabi invasori. Hanoa ben Abdala vi costruì la moschea principale che venne trasformata in cattedrale fin dalla riconquista nel 1118; i lavori, iniziati nel 1119, continuarono nei secoli seguenti. L'arcivescovo Alonso de Aragona nel 1490 rialzò le due navi laterali all'altezza della centrale e ne aggiunse altre due, ingrandendo l'edificio a cinque navate, diviso da quattro file di pilastri con capitelli figurati; il coro ha stalli lignei dell'inizio del sec. XV e il « transcoro » eretto da Tudellilla nel 1538 con statue dei martiri Lorenzo e Vincenzo e rilievi con scene della loro vita. Nel centro, sotto un baldacchino a cupola dorata, è la statua del Salvatore risorto. Nella « Capilla mayor », sull'altare, rettalo gotico in alabastro iniziato nel 1431 da Pere Iohan e finito nel 1477 da Hans con scene della vita di G. Cristo e di santi (riprodotto sopra a tav. 43); vi è poi la tomba gotica dell'arcivescovo Lopez Fernández de Luna (1382). Nella cappella di S. Bernardo è il monumento dell'arcivescovo Fernando di Aragona. All'esterno nel lato nord-ovest è una facciata greco-romana su disegno del Contini (1685), fiancheggiata da una torre ottagonale. Nel lato nord-est la decorazione esterna è a mattoni in stile moresco, ad est è un portale del Rinascimento. La seconda cattedrale di S. è « Nuestra Señora del Pilar » o la « Virgen del Pilar » che ha avuto origine da una piccola cappella consacrata all'immagine taumaturga della B. Vergine che sarebbe apparsa all'apostolo s. Giacomo maggiore. L'edificio attuale (m. 130 x 65) fu costruito nel 1681 su disegno dell'architetto Herrera; è a tre navate divisa da dodici pilastri, con dieci cupole e quattro torri angolari. Ad est si trova la « capilla de Nuestra Señora del Pilar », di forma ovale e imitante la S. Casa di Loreto; è sormontata da una cupola decorata da A. Velazquez e risplende di bronzi, argenti e marmi preziosi. Nell'interno sono tre altari: quello di destra ha sopra un pilastro (pilar) la piccola immagine taumaturga in alabastro, posata sopra un dado d'argento; l'altare centrale ha la Vergine in trono; sull'altare di sinistra è un bassorilievo rappresentante s. Giacomo con i suoi discepoli. Nella cripta sono le tombe di molti arcivescovi. Ad ovest della cappella si trova la nuova Cattedrale che ha sull'altare maggiore un retablo gotico con scene della vita della Vergine di D. Forment (1505-15). Nella navata nord le piccole cupole furono affrescate da Goya e Bayeu (1781-82). Altre chiese di S. sono: quella della Madda-
