SCANAROLI, GIOVANNI BATTISTA

SCANAROLI, Giovanni Battista. - Ecclesia-stico insigne per opere di carità, n. a Modena nel 1579, m. a Roma il 10 sett. 1664. Frequento le scuole dei Gesuiti e nel 1598 entrava nel noviziato di S. Andrea a Monte Cavallo in Roma, ma dietro incitamento dei parenti ne uscì passando a frequentare l'Università di Macerata ove si addottorò in giurisprudenza (1604).

Fu quindi a Roma avvocato dei carcerati per ca. 40 anni, protettore dell'Arciconfraternita della carità, cittadino ro-

SCANAROLI GIOVANNI BATTISTA - SCANDALO

mano (1613), sopraintendente generale dei beni della famiglia Barberini, sacerdote (1622), vescovo di Sidone e Tiro (1630), vicario del card. Barberini per la basilica di S. Pietro. Sua predilezione però furono sempre i poveri abbandonati, le vedove, le zittelle, i carcerati, che favorì e difese con l'ingegno e la fatica e soccorso con migliaia di scudi. Negli ultimi anni di sua vita si ritirò nuovamente nel suddetto noviziato dei Gesuiti, ove morì, lasciando, insigne monumento del suo sapere e della sua mirabile attività, l'opera De visitatione carceratorum libri tres (Roma 1655 e 1675). Un esemplare di quest'opera rara (ed. Roma 1675) conserva nella Bibl. naz. di Modena.

Bibl.: L. Vedriani, Catalogo de' vescovi modenesi (con ri- tratto), Modena 1669, pp. 174-77; G. Tiraboschi, Biblioteca modenese, V. Modena 1784, p. 40 (è da correggere in quanto dice lo S. dimenticato dal Vedriani); L. Ughi, Dizionario storico degli uomini illustri ferraresi, II, Ferrara 1804, p. 162; L. Oreste, Elogio di G. B. S., arcevi, di Sidone, Roma 1842; C. L. Mori- chini, Degli istituti di carità per la sussistenza dei poveri e dei prigionieri in Roma, Roma 1870, pp. 733-88. Felice da Mareto