SCHWARZENBERG, FAMIGLIA

SCHWARZENBERG, Famiglia. - Nobile fa-miglia originaria dalla Franconia, dello stesso stipite dei conti di Seinsheim.

Nel ’500 acquistò notorietà ADAM (1584-1641), ministro degli elettori Giorgio Guglielmo e Federico Guglielmo di Brandeburgo durante la guerra dei Trenta anni. I S. ebbero nel 1599 il titolo di conti e nel 1670 di principi dell’Impero. Acquistarono successivamente grandi possedimenti in Stiria ed in Boemia. Tra i membri della famiglia si ricordano in modo particolare: KARL PHILIPP (1771-1820) che combatté contro i Turchi prima, contro i Francesi poi; fu nel 1813 con il grado di feld-maresciallo comandante delle forze antinapoleoniche alla battaglia di Lipsia ed entrò in Parigi nel 1814.

Bibl.: A. Berger, Das Fürstenhaus S., in Österreichische Revue, 11 (1866, iv).

FELIX, statista e diplomatico austriaco, n. a Kru-mau (Boemia) il 2 ott. 1800, m. a Vienna il 5 apr. 1852.

Abbandono la carriera militare nel 1824 per entrare nella diplomazia. Fu addetto a Pietroburgo, Londra, Parigi e Berlino, poi nel 1839 quale ministro plenipo-tenziario a Torino, dove salvaguardò con particolare energia gli interessi imperiali e si trovò varie volte in conflitto con Solaro della Margherita. Ministro a Napoli dal 1846 al 1848, dopo lo scoppio della Rivoluzione prestò servizio al comando di una brigata delle forze imperiali impegnate nell’Italia settentrionale. A seguito dei moti viennesi dell’ott. 1848 fu incaricato di formare un nuovo ministero; ascoltato consigliere del nuovo imperatore Francesco Giuseppe, ristabilì con mano ferrea l’ordine nella monarchia, compromesso dalle richieste delle singole nazionalità. In Germania rialzò il prestigio degli Asburgo di fronte alle velleità della Prussia di costituirsi quale potenza egemonica del Bund; in Boemia mise a tacere qualsiasi espressione d’insofferenza; in Ungheria pose termine, con l’aiuto dello zar Nicola I, alla guerra d’in-dipendenza magiara; in Italia infine, dopo essersi rifiutato a ogni mediazione di potenze estere, riaffermò con la forza delle armi l’egemonia austriaca. Incoraggiò inoltre il presidente Bonaparte ad inviare a Roma un corpo di spedizione per porre termine alla Repubblica mazziniana e restaurarvi il Pontefice. Non fu alieno dall’idea di far entrare tutto l’Impero asburgico nella confederazione tedesca, ma di fronte alle difficoltà incontrate non vi insistette. L’improvvisa morte dello S. privò l’Imperatore del suo più acuto consigliere in politica interna ed estera.

Bibl.: E. Heller, Mitteleuropas Vorkämpfer: Fürst F. S., Vienna 1933; H. V. SERBIA, Deutsche Einheit, I-II, Monaco 1935, passim; R. Moscati, Austria, Napoli e gli Stati conservatori ita-liani (1849-52), Napoli 1942, passim; A. Schwarzenberg, Prince F. zu S., Nuova York 1946, con bibl.; R. Kissling, Fürst Felix zu S., Graz-Colonia 1952, su questo due ultime opere cf. anche S. Furlani, in Rass. stor. del Risorgim., 34 (1937), p. 262 e in Nuova riv. stor., 30 (1946), pp. 431-36.

FRIEDRICH, cardinale, n. a Vienna il 6 apr. 1809, m. ivi il 27 marzo 1885, fratello del principe Felix e cugino del principe Karl Philipp. Ordinato sacerdote nel 1833, fu canonico nella metropolitana di Vienna. Arcivescovo di Salisburgo il 1° febbr. 1836, fu creato cardinale da Gregorio XVI, il 24 genn. 1842. Il 20 maggio fu trasferito all’arcivescovo di Praga. Nel 1848 pre-siedette la conferenza di vescovi tedeschi a Würzburg e l’anno successivo convocò a Vienna tutto l’episcopato dell’Impero asburgico dove fu elaborato un memoriale, sottoposto alle autorità governative, per il riordinamento delle relazioni tra Chiesa e Stato. Fu in tal modo pre-parato il Concordato del 1855, alla cui pratica attuazione in Boemia lo S. dedicò particolare fervore. Dopo la guerra del 1866 la buona armonia tra Chiesa e Stato, a causa soprattutto del sopravvento di tendenze liberali, venne tuttavia meno. Come membro della Camera dei Signori lo S. si oppose nel 1868 alla legge sul matrimonio civile e nel suo discorso del 20 marzo fece presente che tale progetto, togliendo qualsiasi crisi religioso al matrimonio ed alla famiglia, non solo metteva in dubbio le obbligazioni derivanti dal diritto canonico, ma aboliva le obbligazioni stesse, costituendo una minaccia alla libertà della Chiesa.

Nel Concilio Vaticano fece parte del gruppo dei vescovi che ritenevano inopportuna la definizione della infallibilità pontificia per le ripercussioni che poteva avere negli ambienti politici; e con loro lasciò Roma prima della solenne proclamazione. Pubblicò la relativa costituzione nella sua diocesi il 12 genn. 1871.

Bibl.: C. Wolfgruber, F. Kard. S., 3 voll., Vienna 1906-1917. Silvio Furlani