SEIPEL, IGNAC

Image from page 179
Image from page 179

SEIPEL, IGNAC. - Uomo politico austriaco, n. a Vienna il 19 luglio 1876, m. a Berndorf presso Vienna il 2 ag. 1932. Figlio di umili e modesti genitori (il padre faceva il fiaccheraio), dopo aver compiuti gli studi ginnasiali abbracciò lo stato ecclesiastico e fu ordinato sacerdote il 23 luglio 1890.

Cappellano a Staaz nella bassa Austria, vi rimase fino al 1902, quando fu trasferito a Vienna. Nella capitale conseguiti nel 1903 la laurea in teologia ed iniziò una assai pregevole attività scientifica. Particolare eco sollevò un suo volume sulle dottrine etico-economiche dei Padri della Chiesa (Die wirtschaftlichen Lehren der Kirchenväter, 1907), in cui confutò le asserzioni di T. Sommerlad (Das Wirtschaftsprogramm der Kirche des Mittelalters, 1903), tendenti a presentare l'agostinismo quale una negazione e una degenerazione dalle dottrine economiche e sociali del Vangelo e dei Padri della Chiesa. L'opera gli valse il conferimento della libera docenza in teologia morale all'Università di Vienna e la nomina, nel 1908, a professore ordinario della stessa materia a Salisburgo. Nella tranquilla città sulla Salzach il S. non solo continuò a dedicarsi con passione ai diletti studi teologici, ma ebbe anche gran parte nella vita cattolica cittadina, fondandosi una sezione della Leogesellschaft e collaborando alla Salzburger Kirchenzeitung ed alla Salzburger Chronik. Così il suo interesse per le questioni sociali lo portò un po' alla volta decisamente nella vita politica. Le particolarmente difficili condizioni interne della monarchia asburgica durante la prima guerra mondiale lo spinnero ad occuparsi del problema nazionale nell'opera Nation und Staat (1916) con l'intento di indicare i mezzi opportuni per evitare il temuto sgretolamento dell'Impero. Chiamato nel sett. 1917 all'Università di Vienna, diventò subito un assiduo frequentatore delle riunioni del Partito cristiano-sociale ed entrò nel febbr. 1918 a far parte di una commissione incaricata dello studio della riforma costituzionale. Sostenitore di un federalismo su larghe basi autonomistiche nei suoi Gedanken zur Reform der österreichischen Verfassung del 1917, S. fece parte quale ministro della Previdenza sociale dell'ultimo gabinetto imperiale presieduto dal pacifista Lammasch. Dopo la proclamazione della Repubblica austriaca S. si adoperò con successo per il mantenimento dell'unità del Partito cristiano-sociale, che minacciava di scindersi in due gruppi, repubblicano e monarchico. Eletto deputato all'Assemblea costituente nel 1919, crebbe sempre di più il suo prestigio in seno al Partito e nel 1921 ne divenne presidente. Dal giugno 1922 al nov. 1924 fu cancelliere federale e riuscì a porre termine all'inflazione. Ritornato al cancelliere nel'ott. 1926, riuscì a formare un gabinetto di coalizione con i soli socialdemocratici all'opposizione. La polarizzazione delle posizioni politiche portò a gravi disordini a Vienna nel luglio 1927 (incendio del Palazzo di giustizia da parte dei socialisti), che S. riuscì a reprimere con la forza delle armi. Non poté tuttavia impedire la nascita di un estremismo di destra quale reazione alla politica socialdemocratica. Date le dimissioni nell'apr. 1929, dopo una breve parentesi quale ministro degli Esteri nel gabinetto Vaugoin, nel 1930 si ritirò dalla vita politica a causa del suo precario stato di salute.

BIBL.: I. S., Reden in Österreich und andernächts, ed J. Gesl. Vienna 1926; id., Der Kampf um die österreichische Verfassung, Vienna-Lipsia 1930 (raccolta di scritti e discorsi a carattere politico-costituzionale dal 1917 al 1929); B. Birk, Prälat I. S., Ratisbona 1932; R. Blüml, I. S., Klagenfurt 1931; M. Bendiscioli, La vita interiore di I. S., Brescia 1935; R. Charnatz. Lebensbilder zu der Geschichte Österreichs, Vienna 1947, pp. 203-18; A. Gulick, Austria from Habsburg to Hitler, Berkeley-Los Angeles 1948, passim. Silvio Furlani