SECONDO (SECONDINO) DI TRENTO

SECONDO (SECONDINO) di TRENTO. - Scrisse una «succinctam de Langobardorum gestis historiolam» che Paolo Diacono (v.) utilizzò.
SECONDO (SECONDINO) di TRENTO. - Scrisse una «succinctam de Langobardorum gestis historiolam» che Paolo Diacono (v.) utilizzò.

Nel maggio 599 papa Gregorio I «Secundino servo Dei incluso» inviò una risposta ad alcuni quesiti che costui gli aveva proposto a proposito della questione dei Tre Capitoli e di altri argomenti. In un’altra lettera alla regina Teodolinda lo chiama «Secun-

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(da G. Stein-G. Junker, La Specola Vaticana, Città del Vaticano 168, tiv. 102 pp. 16-17)

della Stiia superiore e inferiore, tanto distante dalla sede metropolitana, e vi esercitò una giurisdizione che, con l'andar del tempo, divenne praticamente quella di un vero vescovo ordinario. La prima residenza ufficiale fu il castello di Seggau, Stiia inferiore, grandioso complesso medievale; poi, già dal sec. XIII un palazzo nella capitale della Stiia, a Graz. Anche la diocesi si ingrandì alquanto fino al tempo di Giuseppe II, il quale, in seguito al riordinamento ecclesiastico dei territori austriaci, soppresse, con successiva approvazione pontificia, i vescovati suffraganei salisburghesi, nella loro forma originaria, sostituendoli con diocesi autonome: per la Stiia eresse la sede di S. con residenza a Graz, per tutta la Stiia meridionale, e la sede di Leoben, Göss (v.), per la Stiia settentrionale. Nel 1859, però, con un altro riordinamento, la parte della Stiia di lingua slovena fu eretta in diocesi propria (Lavant, con sede in Maribor), la diocesi di Leoben fu soppressa e tutta la Stiia di lingua tedesca unità nell'unica diocesi di S., sempre con residenza nella capitale Graz. Nel 1934, con il Concordato austriaco, cessarono le ultime prerogative dell'arcivescovo di Salisburgo, il quale rimane metropolitano, secondo il diritto comune.

Fra i vescovi di S. si ricordano Martino Brenner (1585-1615), denominato il "martello dei protestanti", perché seppe con energia e costanza condurre a termine la difficile opera della Riforma cattolica in tutta la Stiia. Nel secolo scorso ebbe un simile compito il vescovo Romano Zängler (1824-48), discepolo di S. Clemente M. Hofbauer, il quale dovette, con dure lotte e sotto immense difficoltà, superare la situazione deplorevolissima, religiosa e statale, creata dal giuseppinismo. Grande influsso ebbe, nell'epoca della Controriforma, l'Università di Graz, fondata appositamente da Carlo II (1585) e riconosciuta da Sisto V nel 1586. Carlo l'affidò alla Compagnia di Gesù che la tenne fino alla sua soppressione (1773). Durante il sec. XIX, per molti anni, i Benedettini di Admont fornirono i professori all'Università.

BIBL.: J. V. Zahn, Urkundenbuch des Herzogtums Steiermark, 3 voll., Graz 1879; E. Tomek, Gesch. der Diözese S., I, 1917; id., Kurze Gesch. der Diözese S., 1918; id., Kirchengesch. Österr., I e II, Innsbruck 1935-49, V. indici; H. Wetzler, W. Wetzler, Graz, in Kirchenk. 2. ed., V. p. 1657 Sgg.; V. Redlich, Sekau, in LThK, IX, coll. 395-98; Schematismus der Diözese S., pubblicazione annuale ufficiale.

SECOVIA, DIOCESI di - Veduta dell'Abbazia benedettina di Sekau con la Hochalm (alt. m. 1863).

dus abbas. Paolo riferisce che Adaloaldo, figlio della regina e di Agilulfo, "susceptus de fonte est a Secundo servo Christi de Tridento" nella chiesa di S. Giovanni Battista di Monza. Se deve avere perciò avuto parte importante in questo fatto che rompeva una tradizione dinastica nei Longobardi ariani; il re Autari infatti aveva proibito ai suoi sudditi di ricevere il Battesimo cattolico (s. Gregorio I, Registri, I, n. 17). S. morì nel 612.

BIBL.: S. Gregorio I, Registri, epist., XIV, nn. 12 e 147 in MGH, Ep., I (1887); Paolo Diacono, Hist. Langob., III, 209; IV, 27; IV, 40 in MGH, Script. rerum Langob., ed. G. Waitz (1878); A. Zieger, Storia del Trentino e dell'Alto Adige, Trento 1926, p. 35 ss.