SHAFTESBURY, ANTHONY ASHLEY COOPER, TERZO LORD DI

**SHAFTESBURY**, Anthony Ashley Cooper, terzo Lord di. - Filosofo, sentimento (v.), n. a Londra il 26 febbr. 1671, m. a Napoli il 15 febbr. 1713. Fu educato dallo zio LOCKE, JOHN (v.), che fu anche il suo primo maestro. Studiò i filosofi neoplatonici (scuola di Cambridge) e fu in contatto con i maggiori filosofi del suo tempo non solo in patria, ma anche nel continente europeo dove si recò spesso per curare la malferma salute. Lontano dalla vita politica, si dedicò completamente alla meditazione dei problemi morali. Del suo ideale etico, esposto in numerose opere, diede esempio nella nobilissima sua forma di vita, oggetto di grande ammirazione fra i contemporanei. Nel 1709 sposò Jane Ewer, da cui ebbe un figlio. Trascorse gli ultimi due anni di vita a Napoli (cf. B. Croce, *op. cit.* in bibl.).

S. concepisce l'universo come un'unità perfettamente armonica, in cui tutte le cose attraverso i naturali impulsi tendono contemporaneamente alla propria perfezione e a quella del tutto. L'uomo è parte di questo universo: tutti i suoi impulsi naturali sono buoni, sia quelli egoistici

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**SFRAGISTICA - Sigillo del Pescatore di Clemente VIII (1502-1605) - Archivio Segreto Vaticano, Instr. Miscellanea 5647.**

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**SFRAGISTICA - Bolla d'oro di Ludovico il Bavaro con panorama di Roma (dopo 1328) e la leggenda, verso leonino: «Roma caput mundi regit orbis frena rotundi» - Monaco di Baviera, Archivio di Stato.**

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**SFRAGISTICA - Bolla d'oro di Ludovico

(Hobbes) che quelli altruistici (Cumberland; cf. Inquiry, I, ed. 1900, p. 280 sgg.), purché siano fra loro coordinati all'integrale perfezionamento individuale. La moralità non consiste quindi nell'ubbidienza a norme universali, a precetti divini o a leggi umane, ma nel seguire gli impulsi naturali, che consentono la gioia della pienezza della propria vita, nell'intima comunicazione interiore con la vita armonica di tutta la società umana e anzi di tutto l'universo. La religione non precede, ma segue la moralità, anzi coincide fondamentalmente con questa, poiché non la ragione, ma il vivo contatto personale con l'universo fa sentire l'esistenza di Dio quale principio animatore dell'armonia universale. Questo vivere intimamente collegati con l'azione animatrice di Dio è il significato ultimo di tutta la moralità (cf. Philosophical regimen, p. 20 sgg.). Il criterio della moralità non deriva dalla ragione (razionalismo), né dalla conoscenza empirica delle utilità (utilitarismo), ma dal sentimento morale, che è una capacità intrinseca di ogni individuo, connaturale al suo stesso essere, di percepire immediatamente attraverso la riflessione ciò che è o non è conforme all'armonia del proprio essere e quindi all'armonia sociale e universale (Inquiry, I, ed. cit., capp. 2 e 3). Si tratta fondamentalmente di un giudizio estetico o «gusto morale», essendo per S. completamente sinonimi il bello e il buono. La moralità diventa così attività estetica del perfezionamento individuale, sociale e universale e anche principio di tutta la conoscenza umana. S. INDIVIDUALISMO (v.) ottimistico dinamico e prelude a molte posizioni romantiche. La sua importanza nella storia della filosofia più che al valore intrinseco del suo pensiero, del resto profondamente modificato dai suoi immediati continuatori (Hutcheson, Butler), è dovuta ad originali intuizioni, che saranno riprese non solo dagli illuministi (Diderot, Voltaire), ma anche da Kant, Lessing, Mendelssohn, Herder, Schlegel, Schleiermacher, e che influirono anche nella letteratura (Pope, Goethe).

Opere principali: Inquiry concerning virtue and merit (1699); The sociable enthusiasm (1705), ripubblicato con il titolo The moralist, or the philosophical rapsody (1709); A letter concerning enthusiasm (1708); Sensus communis: an essay on the freedom of wit and humour (1709); Soliloquy, or advice to an author (1710); Miscellaneous reflections (1710). Tutti questi scritti furono riediti in unica opera in 3 voll.: Characteristics of man, manners, opinions, times (1711; varie edd. successive; ed. recente in 2 voll. a cura di J. M. Robertson, Londra 1900). Degli scritti inediti e lettere (la cui prima raccolta risale al 1716) furono pubblicati da B. Band, The life, Unpubl. letters and Philosophical regimen of A. Earl of S. (ivi 1900); S. 's second Characters or the language of forms (Cambridge 1914).

BML.: Remarques sur un petit livre introduit de l'Anglois, intitulé: Lettre sur l'enthousiasme; Fragment sur les oeuvres de M. le Comte de S., in Recueil de divers pièces..., par Mrs. Leibnitz, Clarke, Newton, II, Losanna 1749, pp. 311-533; C. V. Gizykci, Die Philos. S.'s, Lipsia 1876; Th. Glower, S. and Hutcheson, Londra 1882; J. Martinau, Types of ethical theory, II, 2a ed., Oxford 1886, p. 498 sgg.; J. J. Martin, S. and Hutcheson Verhältnis zu Hume, Halle 1915; Chr. Weiser, S. u. das deutsche Geistesleben, Berlino 1916; B. Croce, S. in Italia, in Uomini e cose della vecchia Italia, I, Bari 1917; L. Bandini, S., Bari 1930; E. Cassirer, S. u. die Renaissance des Platonismus in England, Berlino 1932; E. Garin, L'illuminismo inglese. I moralisti, Milano 1941, pp. 106 sgg. Altre indicazioni in W. Ziegenfuss, Philosophien-Lexikon, II, Berlino 1950, pp. 523-27. Tullio Piacentini