SMARAGDO. - Scrittore benedettino, operante nei primi decenni del sec. IX, forse di origine irlandese, monaco a Castellio sulla Mosa; quale abate, nell'819 trasferì l'abbazia a S. Michele sulla Mosa (diocesi di Verdun).
Da monaco compilò un Liber in partibus Donati in 15 libri, commentario grammaticale. Scrisse pure un commentario (liber comitis) sulle Epistole ed Evangeli
dell'anno, per cui si servì soprattutto di Agostino, Girolamo, Gregorio e Beda. Compilò, probabilmente per Carlomagno, una Via regia quale specchio ascetico per i principi fondandosi specialmente sui Proverbi e la Sapienza. Un Diadema monachorum è dedicato ai monaci di S. Michele; in occasione della riforma dei monasteri intrapresa da s. Benedetto d'Aniane e da Lodovico il Pio (817) compose un commento alla Regola di s. Benedetto. Altri piccoli scritti gli sono attribuiti ed è difficile sceverare quanto invece appartiene a Benedetto d'Aniane. Su di una operetta sulla Processione dello Spirito Santo, cf. Hefele-Leclercq, III, p. 1131. Ignoti sono l'anno ed il giorno della morte.