SMIRNE

SMIRNE. - Antica città dell'Asia Minore, nell'attuale Turchia. È una delle sette Chiese dell'Asia indicata nell'Apocalisse, dove sta la lettera di s. Giovanni al vescovo di S. (2, 8-11).

ELISABETTA (v.), vescovo di Antiochia, vi passò nel suo viaggio a Roma e vi fu salutato dai rappresentanti delle comunità di Efeso, Magnesia e Tralles; egli indirizzò al suo amico Policarpo, vescovo di S., una lettera, ed un'altra alla sua Chiesa. POLICARPO, SANTO (v.) fu immolato nell'anfiteatro a 86 anni. La Chiesa di S. riferisce nella sua celebre lettera l'intrepida fortezza dei compagni di Policarpo in mezzo alle torture (cf. Martyrium Polycarp). Martire di S. Pionio (v.), ricordato nel Martirologio geronimiano il 10 e 12 marzo, dipendendo dalla Passio (BHG, 2ª ed., n. 1546; H. Delehaye, Les passions des martyrs et les genres littér., Bruxelles 1921, pp. 28-53), come i sinassari greci che l'indicano l'11 marzo (id., Synaxarium Eccl. Constantinop., col. 530). Policarpe di Efeso riferisce che Trasea vescovo di Eumenia fu martirizzato a S. (Eusebio, Hist. eccl., V, 18, 14; 24, 4). A S. il Martirologio geronimiano indica al 22 genn. il vescovo Valerio.

Esplorazioni archeologiche hanno permesso di identificare la S. primitiva sulla collina di Hacimutsos a 8 km. di distanza dall'attuale città, che occupa lo stesso sito di quella ellenistica. Ca. il 60 a. C. fece parte della provincia romana d'Asia; sotto Adriano assunse la denominazione di Adriane. Un terremoto la demoli nel 178 d. C. ed Elio Aristide ne promosse la ricostruzione. I Bizantini vi dominarono fino al 1071, anno in cui fu conquistata da Sulajmân ibn Qutejmâ. Morto questi, S. divenne indipendente fino al 1097, quando i Bizantini la riconquistarono. Col Trattato di Ninfeo del 13 marzo 1261 tra l'imperatore di Nicea, Michele Paleologo, e Genova, S. divenne possesso genovese fino al 1330 ca., epoca in cui fu occupata dai Turchi. Questi ne furono scacciati nel 1344 dai Crociati e la città fu governata dai Genovesi e dai Cavalieri di S. Giovanni o di Rodi fino alla conquista fatta da Timûr nel 1402 e alla riconquista turca di Murâd II nel 1425. Nel 1920 S. fu occupata dai Greci che dovettero abbandonava nel 1922 alla Turchia.

Si conoscono alcuni vescovi di S. intervenuti a concili, come Eutichio a quello di Nicea del 325, Idduas ad Efeso nel 431, Aiterico a Calcedonia nel 451. Coraggioso l'atteggiamento del metropolita Metrofane contro Fozio.

Tra il 1261 e il 1320 una chiesa cattolica è menzionata per ben due volte come in uso ai Genovesi. Nel periodo 1344-1417 vennero erette due chiese, dedicate l'una a s. Francesco e l'altra a s. Antonio di Padova; e in una lettera del papa Gregorio XI del 1373 sono menzionate le chiese di S. Marco e di S. Giorgio. In tale periodo S. ebbe arcivescovi latini (Eubel, I, p. 456) di cui il più noto è Paolo che divenne patriarca latino di Costantinopoli; nel 1595 fu C. G. Madruzzi poi cardinale. Con la riconquista turca S. divenne sede titolare

fino al 1624 in cui fu eretta di nuovo l'arcidiocesi, ma l'apostolato ancor prima era stato continuato dai Francescani, che avevano l'unica chiesa cattolica; la S. Congregazione di Propaganda approvò le nuove sedi dei Gesuiti nel 1624 (p. De Camillac e fr. G. Collaro da Tinos) e dei Cappuccini nel 1634 che avevano avuto in amministrazione nel 1627 una nuova parrocchia in S. per i cattolici francesi. Una terza chiesa cattolica fu fondata nel 1630 dai Gesuiti, che istituirono una scuola molto frequentata da Groci e Armeni. Con la guerra tra Venezia e i Turchi (1645-69) questi confiscarono il convento e alienarono la chiesa dei Francescani che la rifabbricarono nel 1692. Nel 1659 fu eretto un vicariato apostolico e primo vicario fu L. Macripodari (1659-89). La Chiesa di S. aumentò molto nel sec. XVIII; nel 1743 si convertì al cattolicesimo il metropolita armeno Sergio; anche i Domenicani si insiediarono a S. e i Francescani fondarono un ospedale; i cattolici francesi ebbero la loro parrocchia di S. Policarpo, gli altri quella dell'Immacolata Concezione. Un incendio funestò gli edifici sacri nel 1773. I Lazzaristi successero ai Gesuiti nel 1783. Il re Luigi XVI fece riedificare la chiesa dei Cappuccini. Una nuova parrocchia affidata ai Francescani fu eretta nel 1790 nel villaggio di Burnabat (Burnowa). Nel 1818 il papa Pio VII ripristinò l'arcidiocesi, elevando ad arcivescovo il vicario apostolico L. Cardelli, francescano (1818-32). Nel sec. XIX la Chiesa di S. divenne sempre più fiorente, con l'arrivo di nuovi Ordini religiosi (Mechitaristi di Vienne, Fratelli delle Scuole Cristiane, Salesiani, Assunzionisti, varie congregazioni di suore).

A. S. il 13 giugno 1869 fu celebrato un Concilio cattolici orientale. Il 14 giugno 1874 fu consacrata dall'arcivescovo V. cattedrale e parrocchiale di S. Giovanni Battista. Distruzioni soffrirono le case religiose durante le guerre greco-turca del 1922 e i cattolici da allora andarono diminuendo. All'arcivescovato è unito il vicariato apostolico dell'Asia Minore con le missioni di Konia e Scalanuova.

BIBL.: L. Lemmens, Hierarchia lat. Orientis (1622), in Orient. christ., 1 (1923), pp. 253-54; V. Schultze, Altschristl. Städte und Landschaften, II, Lipsia 1926, pp. 50-61; G. Hofmann, L'arcivesc. di S., in Orient. christ. per., 1 (1935), pp. 434-466. Per la città antica: W. M. Ramsay, Letters to the seven Churches of Asia, Londra 1904; E. Deschamps, Smyrne, la ville d'Hondre, in Bull. de la Soc. Glogg. de Marseille, 36 (1912), pp. 151-78; F. e H. Milmer, Bericht über eine Voruntersuchung in Alt-Smyrna, in Jahreshefte d. österr. archid. Institut. Beiblatt, 27 (1932), pp. 127-87. V. anche: Kazim Pascha, Guide d'Esmir, Istambul 1934. Enrico Jesi
Cite this article

“SMIRNE.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 494. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/smirne.