SPINELLI, NICCOLÒ

SPINELLI, NICCOLÒ. - Giurista, n. forse a Giovinazzo tra il 1320 ed il 1325, m. a Pavia (?) dopo il 1396.

Insegno prima all'Università di Padova verso il 1350-1351, poi a Bologna. Fu inviato da Giovanni d'Oleggio, signore di Bologna, al card. Albornoz dall'11 al 23 sett. 1355. Nel 1357 si recò, per conto della città, dal Papa per ottenere la revoca dell'interdetto. Nel 1360 rappresentò ad Avignone Giovanna I d'Angiò. Favorì la restaurazione del dominio pontificio in Bologna. Dal 1360 collaborò con l'Albornoz e per un certo periodo fu suo rappresentante ad Avignone. In ricompensa dei suoi servizi ebbe il castello di Montenovo. Fu avvocato della Camera Apostolica intorno al 1365 ed agente di Giovanni I d'Angiò presso il Pontefice nel 1366. In seguito a quest'ultimo incarico chiuse definitivamente la sua scuola di Bologna. Nel febbr. 1367 appare in un documento con il titolo di gran cancelliere del Regno di Napoli. Fu inviato da Urbano V a trattare con i Fiorentini (1367), per ottenere l'appoggio di Firenze al Papa, che si proponeva di venire in Italia, ma non ottenne risultati soddisfacenti. Siniscalco di Provenza nel 1370, capitano generale del Piemonte nel 1372, plenipotenziaio, prima pontificio e poi angioino al Congresso di Sarzana (1378). In occasione dello scisma appoggiò gli avversari di Urbano VI, fautori di Clemente VII. Catturato da Carlo di Durazzo, quando questi imprigionò Giovanna I d'Angiò, fu custodito in Castel dell'Ovo insieme con quest'ultima (1381). Ciò segnò il crollo della sua fortuna; alla confisca dei beni, segnò la bolla del 4 ag. 1383 con cui era dichiarato decaduto da alcuni vicariati in Romagna e nelle Marche. Nel sett. 1383 era libero, a Taranto, presso Luigi d'Angiò; si recò poi in Francia (1384) e vi si trovava nell'inverno 1394-95. Lasciò, infine, gli Angioini e passò alla corte dei Visconti, dove morì.

BIBL.: G. Romano, N. S. da Giovinazzo diplomatico del sec. XIV, in Arch. stor. per le province napol., 24 (1899), pp. 84-121, 351-400; 25 (1900), pp. 157-94, 276-334, 408-61; 26 (1901), pp. 33-80, 233-81, 401-62, 471-542. Giuseppe Coniglio