SPINOLA, FAMIGLIA

SPINOLA, FAMIGLIA. - Una delle quattro maggiori case di Genova. Nella città tenne il potere in nome dei marchesi Obertenghi ai quali si andò sostituendo. Guido fu console fra il 1102 e il 1121, e da lui derivarono molteplici rami, dei quali furono i principali quelli di Lucoli e di S. Luca, dove gli S. ebbero torri e case. Nelle fazioni interne tennero per i ghibellini contro Fieschi e Grimaldi e verso il 1265-66 costituirono con i Doria una diarchia, e con loro condivisero le sorti nelle lotte susseguenti; lottarono contro Venezia e poi contro Filippo Maria Visconti, fornendo ammiragli e condottieri alla Repubblica. Fra loro furono scelti dogi biennali, senatori, ambasciatori.

Dal ramo di S. Luca uscì AMBROGIO S., ritenuto il maggior uomo d'arme dell'età sua; n. a Genova nel 1569, combatté per la Spagna prima nei Paesi Bassi contro Maurizio di Nassau (1602-1609; poi 1621-27), quindi in Italia nella guerra per la successione di Mantova e fu governatore di Milano; m. a Castelnuovo Scrivia il 25 sett. 1630.

Alla Chiesa la famiglia S. forni illustri prelati; primo fra essi AGOSTINO, vescovo di Perugia dal 19 dic. 1509 al 1529 quando rinunciò in favore del fratello CARLO; creato cardinale il 3 maggio 1527 alla vigilia del sacco di Roma, fu nominato camerlengo l'8 giugno 1528, nel 1529 ebbe il governo dell'Urbe in assenza del Papa, che accompagnò a Bologna nel 1532; tenne in amministrazione i vescovati di Savona (dal 17 luglio 1528) e di Altari (10 maggio 1535) sino alla morte che lo colse in Curia il 18 ott. 1537.

FILIPPO, fu referendario di Segnatura, vescovo di Bisignano (8 febbr. 1566) poi Nola (9 marzo 1569), cui rinunciò quando il 12 dic. 1583 fu creato cardinale, su proposta di Rodolfo II imperatore, e aderì alla parte spagnola; m. a Roma il 20 ag. 1593.

ORAZIO, anch'egli di parte spagnola, da referendario fu nominato arcivescovo di Genova il 20 dic. 1600, legato di Ferrara nel 1606, fu creato cardinale l'11 sett. 1606 e m. a Genova il 24 giugno 1616 con fama di grande severità.

AGOSTINO II, n. a Genova, da protonotario apostolico fu creato cardinale diacono da Paolo V l'11 genn. 1621, fu successivamente vescovo di Tortosa (5 marzo 1623), di Granata (7 sett. 1626), arcivescovo di Compostella (23 ott. 1630), di Siviglia (16 genn. 1645), dove m. nel febbr. 1649.

GIAN DOMENICO, uditore di Camera fu creato cardinale da Urbano VIII il 19 genn. 1626; arcivescovo di Acerenza e Matera il 13 nov. 1630, poi vescovo di Lunisarzan (26 apr. 1632) quindi Mazara (19 dic. 1636), dove m. l'11 ag. 1646.

GIULIO, referendario di Segnatura, fu nominato nunzio a Napoli il 4 ott. 1633, arcivescovo di Laodicea il 14 genn. 1658, nunzio all'imperatore il 10 luglio 1665; creato cardinale il 15 febbr. 1666 fu pubblicato solo il 7 marzo 1667; vescovo di Nepi e Sutri (il 2 giugno 1670) poi di Lucca (8 nov. 1677), m. in Curia nel marzo 1691.

SUO nipote GIOVANNI BATTISTA, n. a Madrid il 21 sett. 1615, fu nunzio a Nimega, arcivescovo di Matera nel 1648, poi di Genova nel 1664, cui rinunciò quando il 19 sett. 1681 fu da Innocenzo XI creato cardinale di S. Cecilia; era ancora governatore di Roma, quando sul principio del 1687 si acuirono le controversie con la Francia per le franchigie del quartiere francese. M. a Roma il 4 genn. 1704. Fu suo nipote Niccolò, n. in Spagna il 20 febbr. 1659, chierico di Camera sotto Innocenzo XII, nunzio a Firenze poi in Polonia, uditore di Camera, creato cardinale da Clemente XI il 16 dic. 1715; m. a Roma il 12 apr. 1735. Contemporaneo a lui fu GIORGIO genovese, n. il 16 giugno 1667, vicelegato di Ferrara, governatore di Civitavecchia, Viterbo e Perugia, inqui

sitore di Malta nel 1703, commendatore di S. Spirito, arcivescovo di Cesarea e nunzio a Barcellona dal 1711-13 poi a Vienna (1713-20), dove fu durante la guerra contro il Turco nel 1715-16; fu creato cardinale da Clemente XI il 29 nov. 1719. Innocenzo XIII lo volle segretario di Stato; i Francesi si opposero che lo fosse sotto Clemente XII. Fu legato a Bologna e m. a Roma il 17 genn. 1739.

GIOVANNI BATTISTA II, n. a Genova il 6 luglio 1681, chierico di Camera nel 1722, governatore di Roma per sei anni, cardinale diacono di Clemente XII il 28 sett. 1733; m. vescovo di Albano il 21 ag. 1753.

GIROLAMO, n. a Genova il 15 ott. 1713; fu nunzio a Madrid che lasciò dopo essere stato creato cardinale il 24 sett. 1759, lasciando relazioni scritte sulle condizioni ecclesiastiche di quel Regno. Nel Conclave del 1775 fu tenacemente avversato da Vienna e da Madrid. M. a Roma il 22 luglio 1784.

UGO PIETRO, n. a Genova il 23 giugno 1791; fu delegato apostolico a Macerata (1823-26), nunzio a Vienna, donde ritornò dopo creato cardinale nel luglio 1832. Legato a Bologna nel 1833 e poi nel 1842-44, ed in occasione dei tumulti politici per reprimere i quali costituì una commissione straordinaria presieduta dal colonnello Freddi. Fu quindi proclamato sino alla morte che lo colse a Roma il 24 genn. 1858 (E. Michel, in Diz. Ris. naz., IV, Milano 1937, p. 332).

BIBL.: Pastor, IV-XIV. Su AMBROGIO S. cf. la bibl. citata in I. Lefèvre, S. et la Belgique, Bruxelles 1947. Pio Paschini

AGOSTINO, n. a Genova nel 1677; compiuta la sua prima educazione nel Collegio S. Giorgio di Novi Ligure dei Somaschi, ne abbracciò la Regola, e presto accopò nell'Ordine le cariche più importanti, oltre l'insegnamento della filosofia e della teologia.

Fu teologo del card. Giuseppe Renato Imperiale, legato a Carlo III re di Spagna; rettore del Collegio Clementino di Roma e viceprocuratore generale nella Curia romana. Nel 1716 fu eletto vescovo di Aiaccio e nel 1722 traslato alla sede di Savona. M. il 16 ott. 1735. Nel 1718 convocò il Sinodo ad Aiaccio in cui emanò molte sapienti leggi. A Savona sostenne con fermezza le libertà ecclesiastiche, meritandosi gli elogi di Benedetto XIII; riformò il Seminario, emanando le Constitutions pro seminario episcopali (Milano 1738) modellate su quelle di s. Carlo Borromeo, ma ricche di esperienza personale e di sani criteri di attualità. Per tutto il clero pubblicò varie notificazioni pastorali, raccolte nel Monitum spirituale (ivi 1740), tendenti soprattutto ad organizzare l'insegnamento della dottrina cristiana ai fanciulli, l'amministrazione dei Sacramenti e la santificazione delle feste.

BIBL.: M. Tentorio, Mons. A. S., in Il Collegio di S. Giorgio, Novi Ligure, marzo 1949. Marco Tentorio

CARLO, beato. - Gesuita, missionario e martire, n. a Genova nel 1564, dal ramo degli S. di Tassarolo, m. a Nagasaki il 10 sett. 1622.

Entrato nell'Ordine nel 1564 e inviato in Giappone nel 1597, non riuscì a raggiungere le meta che dopo sette anni di avventure. Arrivato, infatti, al Capo di Buona Speranza, una avaria alla nave indusse il capitano a rifare la rotta verso Lisbona; ma, assaliti dai pirati inglesi, i viaggiatori furono portati in Inghilterra. Di là, lo S. riuscì a imbarcarsi travestito per Lisbona, donde, dopo un anno di attesa, salpò di nuovo e raggiunse il Giappone nel 1602. Vi lavorò 20 anni di seguito, con grande successo di conversioni, finché nel 1618 fu arrestato, per l'editto anticristiano dell'imperatore Daifusama, e trasportato con altri compagni nelle prigioni di Omura. Dopo 4 anni di stenti e di malattia, subì il martirio del rogo a Nagasaki sulla collina chiamata dei martiri, dove un'altra schiera l'aveva preceduto nel 1597. Fu beatificato, con 204 altri martiri giapponesi. Festa l'11 sett.

BIBL.: gli Anal. Boll., 6 (1887), pp. 52-72 pubblicano una lettera ined. dello S., una bibl. aggiornata e un elenco completo, al possibile, delle lettere edite e ined. Vite: F. Ambrogio Spinola.

VITA / DEL PADRE CARLO SPINOLA della Compagnia DI GIESV Morto per la Santa Fede nel Giappone.

Scritto dal P. Fabio Ambroso Spinola dell'Ufficio Compagnia.

IN BOLOGNA, MDCXLVIII.

In Herode di Vittorio Benacci.

Con licenza del Signor Antonio.

Article illustration
(Not. Enc. Catt.)

Spinola, Famiglia - Frontespizio della Vita del P. Carlo S., scritto dal P. F. Ambrogio S., Bologna 1647 - Roma, esemplare della Biblioteca nazionale.

Vita del p. C. S.
Roma 1628; con cori rezi, ed aggiunta, a cura di G. Boero, ivi 1869; G. Boero, Della gloriosa morte di C. C. b. Martiri nel Giappone, ivi 1867; L. P. G. S., Hist. de la religione chrétienne au Japon, depuis 1598 jusqu'à 1651, 2 voll., Parigi 1870-71, V. indici.

Celestino Testore

FABIO AMBROGIO. - Scrittore ascetico e predicatore, n. a Genova il 3 ott. 1593, m. ivi il 28 ag. 1671.

Entrato nella Compagnia di Gesù (1610), fu professore di filosofia e di S. Scrittura, predicatore, rettore del Collegio Germanico a Roma e 4 volte della Casa professa di Genova. Tra le sue orazioni furono celebri quella in Pa- rascene ad Urbanum VIII, tenuta in Vaticano (1626), e della corona reale, pronunziata a Genova nella chiesa di S. Caterina alla presenza del Doge e delle autorità (1638).

Scrisse la biografia del p. Carlo S., martire della fede in Giappone (Roma 1628), poi beatificato, della venera Madre Vittoria, fondatrice dell'Ordine dell'Annunziata (Genova 1649), e del p. Sopranis gesuita. Ma la sua celebrità è dovuta soprattutto ai suoi libri di meditazioni, specialmente sopra la vita di Gesù, distribuite per tutti i giorni dell'anno, dall'Avvento alla festa della S. Martina e dalla S. Maria Trinità sino alla prima domenica di Avvento (Genova 1652, 1653) e sulle feste di N. Signora e dei santi principali di tutto l'anno. Le suddette meditazioni furono poi ridotte in compendio (Venezia 1673) ed ebbero grande diffusione. Anche delle sue pre-diche quaresimali fu fatta una pubblicazione a Genova nel 1667, dedicata all'imperatrice Eleonora.

BIBL.: Sommervogel, VII, coll. 1448-52. Arnaldo M. Lanz