STARCK, JOHANN AUGUST von. - Teologo criptocattolico, n. il 28 ott. 1741 a Schwerin, m. il 3 marzo 1816 a Darmstadt. Studiò a Gottinga (1760-1763) teologia e lingue orientali e vi subì l'influenza massonica: la sua rapida carriera è forse dovuta in parte al fatto che fino al 1778 fu un membro attivo della setta a favore della quale scrisse: Apologie des Ordens der Freymaurer (Berlino 1770).
Divenne professore di antichità romane a Pietroburgo. Nel 1765 intraprese un lungo viaggio in Italia e in Francia e l'8 febbr. 1766 si convertì al cattolicesimo e fece l'abiura nella chiesa di S. Sulpizio di Parigi. Nonostante che esistano gli atti firmati da lui e dai testimoni, tenne per tutta la vita segreta la cosa e conservò l'ufficio di pastore protestante. Fu professore di lingue orientali a Königsberg (1770), docente di teologia (1773), predicatore di corte (1776), professore di filosofia a Mitau (1777) e finalmente dal langravio Lodovico di Assia fu chiamato a Darmstadt (1778), dove ricevette molti onori e il titolo di barone (1811). I manoscritti delle sue prediche, in possesso della famiglia, mostrano con quale impegno attendesse ai doveri del suo ufficio.
Si dovette difendere da molti avversari e contro l'accusa di criptocattolicismo scrisse: Über Kryptokatholizismus, Proselytenmacherei, Jesuitismus, geheime Gesellschaften (Francoforte 1787); in Thriumph der Philosophie des 18. Jahrhunderts (ivi 1803; 3ª ed. 1847) condannò l'illuminismo. La sua opera più famosa è Theoduls Gastmahl oder über die Vereinigung der verschiedenen christ-
lichen Religionssocietäten (ivi 1809, 4ª ed. 1828), nella quale prova che « i protestanti devono ritornare nella Chiesa cattolica se non vogliono slittare nel naturalismo ».
Hermine Kühn-Steinhausen