Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953

STREGONERIA E MEDICINA

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STREGONERIA E MEDICINA. - Presso i primitivi, lo stregone sacerdote riceve, in un particolare stato naturale o provocato (sciamanismo, ebbrezza alcoolica, medianismo), una cosiddetta « luce di rivelazione » a scopi terapeutici; nella demoiatrica chi è capace di « segnare » alcune malattie è nato in determinate condizioni. In un primo momento il guaritore è solo il tratto d'unione tra divinità e uomo, sacerdote che sta fra divinità e paziente; in un secondo tempo egli stesso si arroga il potere di bene e di male, trasformandosi in mago e ricavando il suo potere da riti o manovre speciali; come tale lo si trova sia tra i popoli primitivi sia tra gli odierni abitanti delle campagne. Presso i primitivi lo stregone, a capo dell'intera popolazione del villaggio, è il centro di veri e propri riti per scacciare i demoni, in casi di epidemia o di malattia di un membro della comunità; altre volte, in segreto o in pubblico, compie riti o cerimonie per procurare malattie.

Nella demoiatrica, accanto all'elemento religioso è posto l'elemento magico; pertanto, a determinate persone viene attribuita la facoltà sia di fare che di togliere il male, sia di provocare che di guarire malattie. Le streghe hanno tale virtù per nascita o per iniziazione e l'applicano mediante le « fatture », in genere con un'opera a sfondo criminoso, sia agendo direttamente sulla vittima (lettatura) sia su qualche figura o cosa che la rappresenti (transfert). Con gli stessi metodi possono disfare quanto hanno compiuto.

Accanto a quella legata alle « fatture », l'opera della s. si rivolgeva alla confezione di amuleti, talismani e filtri che donassero gioventù, onori, amore, ricchezze, ma in particolare era legata alla cura delle malattie. Contadini e popolani, quando, a loro parere, la scienza medica ufficiale non riusciva a raggiungere lo scopo, ricorrevano (e tuttora avviene!) alla strega che ben conosceva le virtù dei semplici medicinali e somministravava succhi di erbe, in specie quelli con effetto alleviante, quali le solanacee. Le streghe, oltre ad avere un farmaco per ogni male, ne possedevano anche di micidiali e sapevano ben manipolare i veleni; esse furono anche ostetriche e ginecologhe, spesso non a fin di bene; per ogni occasione avevano un rimedio, dai sistemi abortivi alle acque di castità o agli afrodisiaci. Alle malattie attribuite a opera di s. si assegnano particolari caratteri, soprattutto quelli di non potersi identificare con un quadro nosografico caratteristico e presentare una sintomatologia straordinaria nei suoi sviluppi e non spiegabile con la comune patogenesi; quale, p. es., un disordine dietetico, una causa traumatica tossica o infettiva, ecc. Si tratta d'un deperimento inspiegabile e progressivo (una delle forme più caratteristiche della « fattura ») o di perdita della facoltà sessuale o della memoria. Una simile patologia da s. non è passibile, com'è chiaro, di controllo sperimentale; rimane perciò non accertabile e definibile in modo scientifico, assume una fisionomia vaga e discutibile che assai bene si presta a un'interpretazione soggettiva e fantastica. D'altra parte, da una siffatta patologia vanno distinti i disturbi e le malattie realmente provocate da sostanze venefiche subdolamente propinate, o dalla suggestione o inscenate da volgari trucchi.

La s. acquistò fosche tinte particolarmente nel medioevo, epoca in cui non fu giudicata come meritava anche dal punto di vista psicopatico, ma solo da quello religioso, come grave colpa di empietà e di demonolatria. Attualmente tale forma medievale di s. viene considerata una psicosi tossica, spesso collettiva, legata all'abuso di sostanze stupefacenti per inalazioni, per frizione, o per bevande. Infatti, in un ambiente chiuso saturo di fumigazioni di sostanze stupefacenti, le streghe si ungevano l'intera superficie del corpo con pomata a base delle stesse, aggiungendo talvolta anche il loro uso interno in forma di filtri e decotti. Tali tossici, usati dalle streghe, erano l'aconito, la mandragora, la belladonna, il giusquiamo, l'oppio, la canape indiana (hashish) e altre sostanze oggi identificate come stupefacenti (v.). Così, in stato di delirio, le streghe credevano realmente di esser andate ai « sabba » infernali e al risveglio erano pronte a giurare sulla realtà di quanto avevano visto nel delirio e anche a finire la loro esistenza sul rogo.

STREGONERIA E MEDICINA - Tipo di stregone esquimese (pagano). Missione delle Suore Grigie di Montréal - Chesterfield.
STREGONERIA E MEDICINA - Tipo di stregone esquimese (pagano). Missione delle Suore Grigie di Montréal - Chesterfield.(per cortesia delle Suore Grigie di Montréal)

Cerimonia iniziale della carriera era il patto con il demonio, firmato con il proprio sangue su una pergamena virginea di pelle di fanciullo, in ambiente saturo di stupefacenti, in un'atmosfera delirante d'incubo satanico. In tali circostanze il demonio appariva donare, in cambio dell'anima della consacranda strega e della sottomissione di lei al suo volere, un primo periodo di felicità e di

(per cortesia degli Oblati di Maria Immacolata, Roma) STREIT, ROBERT - Ritratto.

ricchezza. D'altra parte la strega avrebbe acquistato un potere superiore a ogni potenza umana, attraverso particolari cerimonie in cui entravano sacrifici cruenti culminanti in omicidi rituali, con una liturgia in onore di Satana, scimmiottante gli stessi rituali dei culti divini; spesso era richiesto per tali riti un prete apostata. Il delitto si congiungeva, così, al più turpe sacrilegio. In realtà, spesso la loro opera, all'infuori di ogni presunta intromissione diabolica, era capace di effetti meravigliosi, essendo esse conoscitrici della natura umana, dei poteri delle sostanze fisiche, delle virtù delle erbe.

La tradizione popolare ha illustrato in arte le streghe come tipi di vecchie donne d'aspetto brutto e ripugnante; al contrario esse furono in genere donne bellissime e piene di ricchezze derivate dai loro guadagni spesso loschi e illeciti. Nei riguardi del giudizio morale della s., v. MAGIA. - Vedi tav. C.

In alto a sinistra: STREGONI INTENTI ALLE LORO PRATICHE (1934). Missione di Mariannini (Africa). In alto a destra: UN GIOVANE GUERRIERO consulta una strega per averne ricette a difesa dal malocchio e dal sortilegio (1935). Missione di Mariannini (Africa). In basso a sinistra: UNO STREGONE-MEDICO ind
Tav. C In alto a sinistra: STREGONI INTENTI ALLE LORO PRATICHE (1934). Missione di Mariannini (Africa). In alto a destra: UN GIOVANE GUERRIERO consulta una strega per averne ricette a difesa dal malocchio e dal sortilegio (1935). Missione di Mariannini (Africa). In basso a sinistra: UNO STREGONE-MEDICO induce un malato, ottimesso e fiducioso, ad una serie di atti complicati, destinati a guarirlo dalla malattia (1939). Missione di Eshowe (Africa). In basso a destra: UNA PICCOLA INDIANA DELLA TRIBU DEI KUNA ammalata, con accanto un cento di idoli che, secondo i consigli dello stregone-medico, la guariranno (1936) - Uraba (Colombia).(fol. Fides)
Bibliografia7 opere
BIBL.: A. Pazzini, La magia negli scaffali di un museo, in Athena, 1934, xii; id., Una pagina di patologia medioev.; la s., ibid., 1935, 1; id., La medicina primitiva, Milano 1941; id., Stor. della medic., 2 voll. ivi 1947, passim; S. Marszakowicz, L'elem. tossicologico nella s. e nel demonismo medioev., Roma 1936; G. Michelet, La strega, 2 voll., Milano 1936.

Gustavo M. Apollon

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Di Gustavo Maria Apolloni

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 1411–1414.

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Apolloni, Gustavo Maria. “Stregoneria e Medicina.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 1411–1414. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/stregoneria-e-medicina.

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Apolloni, Gustavo Maria. “Stregoneria e Medicina.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1411–1414. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/stregoneria-e-medicina.

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