SUTRI, DIOCESI DI

SUTRI, DIOCESI di. - Nel Lazio, in provincia di Viterbo, è unita a quella di Nepi (v.).
SUTRI, DIOCESI di. - Nel Lazio, in provincia di Viterbo, è unita a quella di Nepi (v.).

S., di origine etrusca, detta « Sutrium » dai Romani, sorgeva al 28 miglio della Via Cassia, sopra due colline tufacce, alla confluenza dei torrenti Promonte e Rotoli. Divenuta colonia romana al tempo di Augusto (*Colonia Iulia Sutrina*), non decade neppure con l'occupazione longobarda e rimase definitivamente sotto il dominio della Chiesa di Roma, dopo la restituzione che ne fece Liutprando a Gregorio 11.

È leggenda che la fede cristiana sia giunta a S. con la presunta predicazione di s. Romolo che vi sarebbe stato inviato dallo stesso Principe degli Apostoli, come pretende la *Passio s. Romuli*, certamente non anteriore al sec. XI (cf. *Acta SS. Iulii*, II, Parigi 1867 p. 254; A. Cocchi, *S. Romolo vescovo di Fiesole. Storia e leggenda*, Firenze 1905, p. 21). G. B. De Rossi nel 1865 (Bull. d'arch. crist., 1 [1865], p. 27) illustrò un sarcofago cristiano di S., datandolo al sec. V. S. (CIL, XI, 1, nn. 3278-80), una delle quali è del 360. Prima di giungere a S., venendo da Roma, si trova una catacomba detta di S. Giovenale, scoperta al tempo di M. A. Boldetti, che segnerebbe anche il luogo dell'antica Cattedrale suburbana. Una *Passio*, nota a Usuardo (sec. IX), colloca la sepoltura di un martire Felice «iuxa muros civitatis Sutrinae», cioè, quasi sicuramente, in detta catacomba. Il 16 sett. è venerata in S., quale patrona principale, una s. Dulcissima (*Acta SS. Septembris*, V, Parigi 1868, p. 313) che F. Lanzoni tende ad identificare con s. Mustiola di Chiusi. Non è possibile indicare con esattezza la data della prima predicazione evangelica a S., ma la posizione topografica della Via Cassia, con a sud la stazione postale «ad Baccanas» e a nord Bolsena e Chiusi, le quali ricevettero il seme evangelico non più tardi della fine del sec. III, tenendo conto degli elementi predetti, farebbe pensare all'età precostantiniana, anche se questa dovesse identificarsi con l'ultima grande persecuzione.

Nel 728, Liutprando occupò il *Castrum Sutriense*, che in seguito alla protesta di Gregorio II restituì sotto forma di donazione (*Lib. Pont.*, I, p. 407). Si è visto in questa donazione l'atto di nascita dello Stato pontificio. In realtà non è altro che la semplice restituzione di un bene patrimoniale al suo legittimo possessore (cf. O. Bertolini, *Roma di fronte a Bisanzio e ai Longobardi*, Bologna [1941], pp. 446-47).

Il primo nella serie cronologica dei vescovi di S. a noi noto è Eusebio che sottoscrisse gli atti del Sinodo romano del 465. Eugenio IV, con la bolla *Romana Ecclesia* del 12 dic. 1435, univa S. NEP (v.) e primo vescovo delle diocesi unite designava Luca Rossi de Tartaris, vescovo di Nepi, nativo di S. Durante il pontificato di Clemente VII le diocesi furono di nuovo temporaneamente staccate. Nella serie dei vescovi di Nepi e S. la figura più eminente è certamente il domenicano Michele Ghisleri, poi s. Pio V (v.). Nepi e S. sono immediatamente soggette alla S. Sede. - Vedi tav. CIX.

BIBL.: Ughelli, I, p. 189 sgg.; P. Bondi, *Mem. s. or. sulla città Sabasina, ora lago Sabatino, sull'origine di Trevigiano e saggio stor. sull'antichis. città di S., Firenze 1836; Cappelletti, VI, p. 224 sgg.; Moroni, LXXVI, pp. 95-122; C. Nispi-Landi, *Stor. dell'antichisima città di S.*, Roma 1887; P. F. Kehr, *Ital. Pont.*, II, Berlino 1907, pp. 182-83; Lanzoni, pp. 530-31; A. Baumstark, *Wandgemälde in S., Nepi und Civita Castellana*, in *Röm. Quart.*, 16 (1902), p. 243; Eubel, I, pp. 469-70; II, pp. 268-69; III, pp. 325-26; IV, p. 257; V, pp. 285-86; W. F. Volbach, *Il Cristo di S. e la venerazione del S. Salvatore nel Lazio*, in *Atti della Pont. acca. rom. di arch.*, 3a serie, Rendiconti, 17 (1940-41), pp. 97-126. Benedetto Pesci