TIMAVO. - Le foci del fiume, che dopo 40 km. di corso sotterraneo sgorga dalla roccia sul mare, furono sede di un culto antichissimo che il mito fa risalire a Diomede esule da Troia.
Le acque purificatrici segnavano il confine fra Veneti ed Istri (e fino a Cesare il confine d'Italia), ebbero un santuario romano e furono cantate da Virgilio. In età cristiana il culto fu continuato nel luogo e vi fu venerato s. Giovanni Battista; scavi recenti hanno scoperto una basilica tripartita del sec. V, ricostruita nel XI e di nuovo alla fine del XV in un elegante edificio di forme ogivali, da poco restaurato, che attesta l'insistente continuità della sede di preghiera.