UOMINI ILLUSTRI. - Vanno ricordati il b. Cristoforo Maccasoglio del convento francescano delle Grazie; b. Anselmo degli Anselmi del convento francescano di S. Francesco, pure in città; b. Caterina degli Ingrami religiosa di S. Teresa; b. Caterina Naj di Gambolò ed il b. Pacifico del convento francescano delle Grazie; Giovanni Andrea Bussi, ALGERIA (v.); Francesco Maggi, Uberto e Pier Candido Decembrio letterati, compagni del Filargo nell'Ateneo pavese; Bernardo Ferrari, pittore; Mercadante, Zerbi, Antonio Cagnoni, Lorenzo Perosi, musici; mons. Pietro Barbieri, noto per la sua grande attività organizzativa.
EDIFICI E MONUMENTI. - Interessante, oltre la Cattedrale, la piazza con il Palazzo Ducale, con torre bramantesca, eretta da Lodovico il Moro, al quale risale anche la costruzione (verso il 1486) della villa-castello la Sforzesca a 3 km fuori V. su terreno concesso dalla comunità e ben presto ridotto a coltivazione; sul luogo si svolse un fatto d'armi fra truppe tedesche e piemontesi il 21 marzo 1849. Notevoli inoltre le chiese quattrocentesche di S. Francesco e di S. Pietro martire.
Nel territorio di V. è compreso Lomello (Laumellum) da cui il paese prese il nome di Lomellina. È ricordato sino dall'età romana quando fu anche un municipio; i geografi lo indicano come una mansio sulla via da Pavia a Torino; sepolcristi dell'età dell'Impero ne attestano la sopravvivenza. Paolo Diacono parla di « Lomellum ca-
strum » come del luogo d'incontro della regina Teodolinda con lo sposo Agilulfo (Hist. Langob., III, 35). Nell'età carolingia fu eretto a contea di cui un Cuniberto è ricordato come esule palatino della reggia di Pavia nel 996 ed una dinastia si insediò nel castrum, divisa poi in diversi rami. La rocca fu distrutta dai Pavesi (1140-45). Lomello conserva le due antiche chiese di S. Maria maggiore e di S. Michele con avanzi romanici. Ottimamente conservato l'antico Battistero (v. Chierici, Il battistero di Lomello, in Atti della Pontif. accad. d'archeologia, 3ª serie, rendiconti, 17 [1940-41], pp. 127-37).
di Breme (v.) ebbe importanza in territorio di V. la Congregazione dei Canonici Regolari di Mortara (Mortarienses), sorta nella chiesa di S. Croce eretta fuori di Mortara e consacrata da Urbano II il 14 sett. 1096, distrutta nel 1556 e ricostruita entro la città nel 1573; ridotta ora a parrocchia. La Congregazione si estinse alla fine del sec. XVIII ed ebbe a sé aggregare sino dai primi tempi numerose chiese. - Vedi t.V. CXLV.