VIGILANZIO. - Prete gallo, n. a Calagurris ai piedi dei Pirenei, m. dopo il 406. Nell'anno 394-95 si recò con una lettera di Paolino di Nola a Betlemme da s. Girolamo (s. Girolamo, Ep., 58), il quale lo ricevette amichevolmente. V. ebbe una discussione con Pauliniano, Vincenzo ed Oceano (Girolamo, Ep., 61, 3; cf. 58, 11).
Tornato in Occidente, V. s. Girolamo fosse un origenista e dunque eretico. Girolamo protestò in una lettera (Ep. 61) a V. contro questa calunnia (inizio dell'a. 396), alludendo al fatto che V., come figlio di un oste, non avesse una preparazione adatta per lo studio della teologia. Nell'anno 404 V. fu denunciato a Girolamo da un consacrto di nom: Ripario, come nuovo eretico di Aquitania, che in un libro aveva attaccato il culto dei santi e delle reliquie. Girolamo rispose sotto forma di una invettiva (Ep., 109) e quando ebbe ricevuti, due anni più tardi (autunno 406), i libri di V., dettò in una notte il Contra Vigilantium (PL 23, 1, 354-68).
V. SANTITÀ, ma negato l'efficienza della loro intercessione. Si era anche rivolto contro l'ascetismo e il celibato e sconsigliato l'invio di elemosine ai monaci in Palestina. Gli ultimi motivi di questa polemica non sono conosciuti, perché non si conservano gli opuscoli di V. né la lettera dei corrispondenti di s. Girolamo. Pare che V. dopo l'attacco di s. Girolamo si sia ritirato nella sua parrocchia a Barcellona (o in Gallia?; cf. Gennadius, De vir. ill., XXXV: PL 58, 1078 B). Soltanto il protestantesimo gli ha dato una certa importanza.