Scarse sono le notizie biografiche sul V., che pure fu una delle personalità di maggiore rilievo della Roma di Pio VI. In gioventù si occupò di studi giuridici, dimostrandosi ammiratore e seguace del Beccaria nei suoi opuscoli Sulla pena di morte; Sulla giustizia criminale e Dell’enormità del duello. Papa Braschi lo chiamò a Roma e lo nominò assessore generale delle Finanze e Commercio, segretario della Congregazione economica, nonché ispettore della Agricoltura e delle Arti. Fedele alle dottrine economiche del Verri, il V. fu un convinto protezionista ed elaborò ed attuò la riforma doganale di Pio VI del 1786, a difesa della quale scrisse più tardi (1795) un denso volume (Della importanza e dei pregi del nuovo sistema delle Finanze dello Stato pontificio). Egli sosteneva che le importazioni impoveriscono le finanze nazionali e si opponeva alla «specie» obiezione che lo Stato debba riconoscere la sua ricchezza soltanto nell’agricoltura. Secondo il giudizio del Ricca-Salerno (Storia delle dottrine economiche in Italia, Roma 1880, p. 170), l’opera del V. è «non solo una splendida illustrazione delle leggi e degli ordini emanati da Pio VI, ma la più completa e sagace interpretazione dei principi che regolavano il sistema doganale allora vigente nella pratica degli Stati più civili, per larghezza di vedute, copia di osservazioni particolari e tecniche, conoscenza piena della materia e lucidezza di espressioni».
Non sappiamo altro del V. sino al 1811, allorché si trova a Parigi, costretto ad impartire lezioni di italiano per assicurarsi il pane e attendendo all’opera La législation de Napoléon le Grand considérée dans ses rapports avec l’agriculture (1812), nella quale mostra di essersi convertito dai concetti di un’economia basata prevalentemente sull’industria a nuove vedute più aperte verso i vantaggi dell’agricoltura. E infatti, caduto l’impero napoleonico, mons. V. esortò Pio VII a promuovere il ripopolamento e la coltivazione intensiva dell’Agro romano. Nel 1814 dettò un Essai historique sur la dernière pensée du 18e siècle, che è una violenta condanna della politica napoleonica nei confronti del papato.
BML: Moroni, Diz., passim (v. indice); A. Canaletti-Gaudenti, La politica agraria ed annon. dello Stato pont. da Bene-detto XIV a Pio VII, Roma 1947, p. 58, con bibl.; U. Benigni, s. V. in Cath. Enc., XV, p. 353. Renzo U. Montini