VALIGNANO, ALESSANDRO

VALIGNANO, ALESSANDRO. - Organizzatore e superiore delle missioni del Medio ed Estremo Oriente, n. a Chieti nella prima metà del febbr. 1539, m. a Macao il 20 genn. 1606.

Si sarebbe laureato in legge a Padova verso il 1558. Passato qualche tempo a Roma con speranza di promozione, tornò a Padova per proseguirvi gli studi; vi si trovava nel nov. 1562 quando fu accusato di aver ferito una giovane; imprigionato e processato, venne condannato a una forte multa e al bando dal territorio veneto per quattro anni. Il 29 maggio 1566 entrò nella Compagnia di Gesù in Roma, e poi il 18 maggio dell'anno seguente passò al Collegio Romano, dove studiò filosofia (1567-69) e teologia (1570-72). Ordinato sacerdote al Laterano il 25 marzo 1570, divenne il 1° sett. 1572 rettore del Collegio di Macerata. Nell'ag. dell'anno seguente dal generale Mercuriano venne nominato visitatore, ossia superiore di tutte le missioni dei Gesuiti in Asia. Fatta la professione nei giorni 8 e 11 sett. 1573, verso il 20 dello stesso mese partì alla volta di Genova e di Labona, donde salpò il 21 marzo dell'anno seguente, alla testa di 41 gesuiti, e giunse a Goa il 6 sett. 1574. Fatta una doppia visita delle missioni del sud e del nord dell'India, il 20 sett. 1577 intraprese un lungo viaggio che lo portò per la prima volta a Macao il 6 sett. 1578. Là egli concepì il progetto di aprire la Cina al Vangelo e per questo chiamò subito dall'India Michele Ruggieri. Proseguendo il suo viaggio, arrivò per la prima volta in Giappone il 25 luglio 1579. Fatta la visita della missione ed eretta la vice-provincia del Giappone, il 20 febbr. 1582 ne ripartì in compagnia di quattro giovani nobili giapponesi che, su invito del V., alcuni «daimio» o regoli giapponesi, già cristiani, mandavano come ambasciatori al Pontefice romano. Mentre egli si trovava a Macao (9 marzo - 31 dic. 1582) chiamò colà dall'India M. Ricci (v.) per la missione della Cina. Arrivato a Goa il 10 nov. 1583, egli depose la carica di visitatore e diventò provinciale dell'India fino al 1587

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VALIGNANO, ALESSANDRO - Ritratto. Incisione di N. Oddi.
(da J. F. Schütte, Valignanos Missionsgrundsätze für Japan, Roma 1851, lat. 2 p. 18)
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quando, nominato il nuovo visitatore, il 22 apr. 1588 intraprese da Goa un secondo viaggio verso il Giappone, in compagnia degli ambasciatori giapponesi ora reduci da Roma. Dopo una sosta di quasi due anni a Macao (28 luglio 1588-23 giugno 1590) per incoraggiare l'incipiente missione della Cina, il 21 luglio 1590 giunse di nuovo in Giappone e vi restò più di due anni fino al 9 ott. 1592. Durante gli altri due anni che passò a Macao (24 ott. 1592-15 o 16 nov. 1594) egli approvò le riforme nel metodo d'apostolato del Ricci e lo spronò a raggiungere Pechino. Ritornato a Goa il 4 marzo 1595, il 24 sett. seguente depose la carica di visitatore dell'India per non ritenere che quella di visitatore della Cina e del Giappone, e in questa nuova qualità il 23 apr. 1597 lasciò definitivamente l'India ed arrivò a Macao il 20 luglio dello stesso anno. Durante questo soggiorno, egli nominò il Ricci superiore della Missione di Cina e lo esortò nuovamente a recarsi a Pechino. Lasciato Macao il 16 luglio 1598, egli arrivò per la terza volta in Giappone il 5 ag. dello stesso anno e diede a quella missione un incremento sempre maggiore. Ripartitone il 15 genn. 1603, giunse a Macao il 10 febbr., e mentre si apprestava a visitare la missione della Cina, ivi morì. Si conservano di lui ca. 400 lettere, quasi tutte inedite.

Dinanzi alle difficoltà, la sua consegna era: « Mai indietreggiare ». In India egli consolidò e organizzò il lavoro del Saverio. Morendo vide la Cina aperta al Vangelo per opera del Ricci e di altri confratelli, di cui cinque cinesi, e nel Giappone lasciava ca. 130 missionari, di cui quasi la metà giapponesi, coadiuvati dai primi sacerdoti del paese, essendo egli assertore coraggioso e instancabile del clero indigeno. Lasciava dippiù, oltre il Collegio di Macao, comune alle due missioni, due grandi Collegi formati a Nagasaki e in Arima, uno incipiente in Omura e una « Casa rettorale » nella Capitale, un noviziato e due seminari per Giapponesi, una ventina di residenze e ca. 300 chiese o cappelle. Colui che meglio lo caratterizzò fu il contemporaneo p. Celso Confalonieri, quando scrisse che il V. era « vir. plane. insignis et ad omnis summa natus ».

BIBL.: D. Bartoli, Opere, X-XVIII, Torino 1825, passim; P. M. D'Elia, II p. A. V. (I grandi missionari, 2ª serie), Roma 1940, pp. 119-79; id., Ponti Riccione, I, ivi 1942, pp. LXXXVI-XCVII, 143, n. 2 (e correzioni nel vol. II, p. 638); II, ivi 1949, p. 364, nn. 3 e 4; J. F. Schütte, Valignanos Missionsgrundsätze für Japan, I, i, ivi 1951, pp. XXXI-LVI, 36-50. Pasquale M. D'Elia
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“VALIGNANO, ALESSANDRO.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 613. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/valignano-alessandro.