Dal 1558 lettore di filosofia morale a Venezia, nel 1565 fu chiamato a succedere allo zio card. Navagero sulla cattedra episcopale di Verona. Amico e imitatore di s. Carlo, fu come lui uno fra i vescovi più zelanti nell'applicazione della riforma tridentina e nella restaurazione della vita religiosa fra il clero e il popolo. Fondò il Seminario, indisse sinodi, istituì opere pie e ospedali. N. 1580 fu visitatore apostolico per le province veneziane, istriane e dalmate; nel 1583 cardinale. Fu in grande amicizia e familiarità con s. Filippo Neri, che ritrasse al vivo nel suo Dialogo della letizia cristiana. Altre opere edite e inedite rimangono di lui.
BISL.: Ciaconius, III, pp. 84-89, con elenco degli scritti del V.; G. Ponzerri, Augustini Valerii commentarium de consolatio Ecclesiae ad Ascaenium Columnam libri VI, Roma 1795, con ampia bibl.; C. Cavattoni, Lettere del card. A. V. Venezia, Verona 1862; Pastor, IX, pp. 59-60 e passim; X, XI, passim; L. Ponnelle e L. Bordet, S. Filippo Neri, trad. II. Firenze 1931, pp. 423, 429-30; card. Valier, Philippe ou la joie chrétienne, introd. e vers. francese di M. Mahn, Parigi [1953].
