VALVISCIOLO. - Monastero situato ai piedi del monte Corvino, quasi a metà strada, tra Norma e Sermoneta in diocesi di Terracina, provincia di Latina. È dedicato ai ss. Pietro e Stefano.
L'abitarono dal VII-VIII sec. i monaci basiliani; più tardi i Templari e in seguito alla loro soppressione Clemente V lo concesse ai monaci cistercensi della badia di V. di Carpineto, i quali con i beni e con i possedimenti vi portarono anche il titolo, e l'abbazia detta fino allora di Sermoneta si chiamò di V. Ai Cistercensi successero gli Agostiniani che l'abbandonarono ben presto per causa delle guerre nel 1548; nel 1471, ridotto a commenda, fu assegnato al card. Orsini vescovo di Frascati. Nel 1612 vi furono chiamati i Cistercensi riformati detti Foglianti, che tornarono ad abbandonarla nel 1619, quando morì l'abate commendatario Bonifacio Gaetani che li aveva richiamati, e vi successero i religiosi di S. Francesco di Paola. Onorato Gaetani vi richiamò, nel 1633, i Cistercensi, i quali vennero ad abitarla solo il 17 luglio 1635 e vi rimasero fino alla soppressione di Napoleone I (1809 ca.). L'ultimo commendatario fu Filippo Gaetani, il quale rassegnò la Badia al papa

(per cortesia di F. Mastrojanni)
L'architettura della chiesa e del monastero di tipo citercense è gotico-lombarda (dopo il 1240). L'interno è a tre navate; di grande effetto artistico è il finestrone circolare sulla porta d'ingresso, che domina la elegantissima facciata, molto ammirato dagli storiografi della Badia. Nella chiesa si conservano pregevoli opere del Pomarancio, del Muziano e del sermonetano Girolamo Siciolante (m. nel 1541). Elegante è anche l'architettura del chiostro, adorno di doppia serie di colonne marmoree che sorreggono le quattro facciate laterali.