VARCHI, BENEDETTO. - Storico, n. a Firenze il 19 marzo 1503, m. ivi il 18 dic. 1565. A Pisa compì gli studi di giurisprudenza e, tornato dopo vari anni a Firenze, fu accolto dal duca Cosimo I de' Medici nella sua corte.
Varia fu l'attività del V.; tradusse dai classici, compose sonetti di imitazione petrarchesca e di essi notevoli i pastorali e gli spirituali. Tra le orazioni commemorative famosa quella in morte di Michelangelo. Ma su gli altri suoi scritti in prevalenza umanistici, poetici e letterari, si eleva la Storia Fiorentina, in 16 ll., che tratta gli avvenimenti dal 1527 al 1538. La storia del V., necessariamente ristretta ad un ambito particolaristico, fu variamente giudicata; apparà ad alcuni opera d'adulazione verso il casato di Cosimo de' Medici (dati gli sfavorevoli giudizi su Clemente VII e il duca Alessandro), ad altri obiettiva espressione di una linea indipendente di giudizio.
L'intendimento del V. fu quello di narrare con «diligenza e verità» gli avvenimenti. Lo storico è oculato nella scelta delle fonti, anche se lo stile appaia diluito e prolisso. Altra sua opera importante è L'Ercolano sotto forma di dialogo, in cui si riafferma la fiorentinità del linguaggio italiano; ricca di raffronti e richiami eruditi.