VERANZIO, ANTONIO

VERANZIO, ANTONIO. - Arcivescovo di Strigonia, diplomatico, umanista, storico ungherese, n. a Sebenico il 29 maggio 1504, m. il 16 giugno 1573 a Esztergom.
VERANZIO, ANTONIO. - Arcivescovo di Strigonia, diplomatico, umanista, storico ungherese, n. a Sebenico il 29 maggio 1504, m. il 16 giugno 1573 a Esztergom.

Sua madre, Margherita Statileo da Traù, fu la sorella di Giovanni Statileo vescovo di Transilvania, presso cui A. V. fu educato sin dai dieci anni. Studiò all'Università di Padova, venne nominato preposto di Buda e segretario del re d'Ungheria Giovanni Szapolyai. Condusse ambasciere in Francia, in Inghilterra e nel 1531, poi nel 1548 a Roma. Nel 1549 passò al servizio del re d'Ungheria Ferdinando d'Asburgo che lo nominò canonico lettore di Esztergom e gli affidò missioni diplomatiche a Costantinopoli. Vescovo di Pécs il 3 ag. 1554 e di Eger il 17 luglio 1560, fece costruire fortezze da architetti italiani. Nel 1568 concluse con il sultano Selim la Pace di Adriano. Arcivescovo di Strigonia il 25 sett. 1570 e poi anche luogotenente del Re, il V. tempo. Autore di saggi storici, memoriali, osservazioni sull'opera storica di Paolo Giovio, resoconti delle proprie missioni alla Porta Ottomana, i suoi scritti, redatti in latino, in ungherese e parte in italiano, costituiscono un prezioso materiale per la ricostruzione della sua epoca. Lasciò anche poesie in latino.

FAUSTO, nipote di Antonio, n. a Sebenico nel 1540 e m. a Venezia nel 1617, studiò anch'egli a Padova; vescovo di Csanád in Ungheria il 20 dic. 1600, rinunciò nel 1607; è autore di una biografia dello zio e di Unico-narium quinque nobilissimarum Europae linguarum: latinae, italicae, germanicae, dalmaticae et ungaricae, pubblicato nel 1595 a Venezia.

BIBL.: l'Opera omnia di Antonio V. fu pubbl. dalla Accad. d'Ungheria a cura di L. Szalay e G. Wenzel in 12 voll. (Monum. Hungariae Hist., 2a serie, Scriptores), Budapest 1837-73; P. Sörös, La vita di A. V., Budapest 1898; Fl. Banfi, in Arch. st. per la Dalmazia, 1932, fasc. CII; 1935, fasc. CXIII.