Entrato nella carriera ecclesiastica protetto da Paolo III, fu referendario di Segnatura, uditore di Rota (1539), vescovo di Bertinoro (1540-41), di Caserta (1541-44), arcivescovo di Rossano (1544-51). Nell'apr. del 1535 fu mandato presso l'imperatore Carlo V con speciale missione riguardante il Ducato di Camerino. Dal 1537 al febbr. 1540 fu nunzio a Venezia, ove istruì un procedimento contro i calunniatori di s. Ignazio, del quale aiutò i compagni, e fu sempre amico della Compagnia. Nunzio in Germania presso Ferdinando I (1541), passò poi alla Corte di Carlo V (febbr. 1545-sett. 1547). Dovette in seguito occuparsi specialmente dell'apertura del Concilio di Trento e della guerra contro gli smalcaldici. Cardinale l'8 apr. 1549, l'8 sett. 1551 fu da Giulio III inviato in Francia presso Enrico II per la cessazione della guerra della Mirandola, ma non poté ottenere nulla. Ritornato, fece parte dell'Inquisizione (1552-53) e di alcune commissioni.
VERA CRUZ, ARCIDIOCESI di. - Chiesa con campanile (sec. XIX). Vera Cruz.
L'ingiusta sentenza e occupò il tempo dell'esilio nelle scrivere libri e lettere spirituali. Nel 1343, Clemente V gli restituì la facoltà di predicare e confessare e il 4 gennaio 1344 lo rimandò in Italia a predicare la Crociata contro i Turchi. Si ridestò presto uno straordinario entusiasmo popolare attorno a V.; molti partirono per la Crociata, lui stesso si portò a Smirne (1° marzo 1346), assediata da terra, per sostenere e incoraggiare i Crociati, ma poco dopo morì consumato dalle fatiche apostoliche e dalla penitenza.
Scrisse varie lettere e trattati spirituali, di cui occorre ricordare: De Spiritu Sancto; In psalterio decachordo; De humilitate (frammento); De profectu spirituali; De remediis contra tentationes spirituales, editi assieme a varie lettere dal Clementi.