VORTHEY, GIOVANNI BATTISTA. - Agostiniano, al secolo Andrea, n. a Brünn il 10 ag. 1794, m. ivi il 15 maggio 1876.
Entrato nell'Ordine nel 1811, e sacerdote nel 1817, fu addetto subito al ministero pastorale e nel 1821 venne nominato cappellano della casa di pena dello Spielberg e dell'ospedale femminile di S. Elisabetta. Per lo spazio di un anno - dalla primavera del 1823 all'apr. 1824 - gli fu commesso di assistere spiritualmente i prigionieri politici italiani reclusi nella fortezza, e il cap. 78 delle Mie prigioni è interamente dedicato alla dolcezza, alla sapienza, al tatto, alla discrezione del degno agostiniano, il quale - per meglio adempiere al suo uffizio - volle imparare la lingua italiana. Egli confortò le estreme ore di Antonio Oroboni e si legò di particolare amicizia con Silvio Pellico. Si sa dal Saluzzese - e la notizia è confermata dai documenti ufficiali abisurgici - che egli usava trattenersi lungamente ed affettuosamente con i prigionieri e dava loro in lettura numerosi libri ascetici: del che preoccupate, le autorità austriache lo esonerarono ben presto dall'incarico pietoso e PAULICIANI (v.), con vivo rincrescimento dei detenuti italiani. Fu successivamente parroco a Küce, a Vronov e quindi a Brünn, priore del suo convento, consigliere della Curia episcopale, professore e commissario vescovile per l'insegnamento della religione nelle scuole della città. Membro della locale Società di storia patria e insignito della Croce d'oro austriaca con corona per i suoi meriti culturali e religiosi, il V. fu, quale priore del convento agostiniano di Brünn, il più valido collaboratore del suo abate, il biologo p. Giovanni Gregorio Mendel.
