WALLENSTEIN, ALBRECHT WENZEL EUSEBIUS. - Generale, n. il 24 sett. 1583 a Hermaniè presso Arnau (Boemia orientale), m. il 25 febbr. 1634 ad Eger.
Orfano a tredici anni, studiò alla scuola latina luterana di Goldberg (Slesia) e quindi all'Accademia Aldorf di Norimberga. Durante un viaggio in Italia nel 1606 passò al cattolicesimo. Sposò nel 1609 una ricca vedova della Moravia, morta nel 1614, e mise nel 1617 a disposizione di Ferdinando, arciduca di Stiria (poi Ferdinando II imperatore) un contingente di armati per la guerra contro Venezia. Aiutò finanziariamente l'imperatore contro i ribelli boemi, ma non partecipò alla battaglia della Montagna Bianca. Comprò con gran vantaggio le terre confiscate ai nobili ribelli, diventando proprietario di gran parte della Boemia. Nel 1624 fu creato da Ferdinando II duca di Friedland, dopo che l'anno prima aveva sposato Isabella di Harrach, rinsaldando ancora più i suoi vincoli con la corte imperiale. In seguito all'intervento della Danimarca nella guerra dei trent'anni, costituì dal nulla un esercito di 24.000 uomini per l'imperatore e ne fu generalissimo. Contenne e ributtò il nemico in Slesia, quindi si rivolse contro Cristiano IV, occupò lo Jutland e costrinse la Danimarca alla pace. L'imperatore gli concesse in feudo il Ducato di Sagan in Slesia ed il Mecklemburgo. Privato del grado nel 1630 perché inviso ai principi dell'Impero, si ritirò in Boemia, tenendovi vita principesca. Desideroso di sempre maggiore potenza e di diventare uno degli elettori dell'Impero, non esitò a condurre segrete trattative con il Re di Svezia e con gli emigrati boemi. Dopo le vittorie di Gustavo Adolfo in Germania accettò tuttavia di nuovo il comando supremo delle truppe imperiali. Sconfitto a Lützen (16 nov. 1632), si ritirò in Boemia e mantenne un atteggiamento ambiguo. L'imperatore, sotto l'influenza dei suoi nemici, lo privò del comando, finché sotto l'accusa di aver tradito la causa imperiale, W. cadde vittima di una congiura tra i suoi ufficiali, fomentata dalla corte di Vienna.