WARD, MARY

WARD, MARY. - Fondatrice dell'Istituto della Beata Vergine Maria (v.), n. a Mulwith (Inghilterra) il 23 genn. 1585, m. a Hawart il 30 genn. 1643.
WARD, MARY. - Fondatrice dell'Istituto della Beata Vergine Maria (v.), n. a Mulwith (Inghilterra) il 23 genn. 1585, m. a Hawart il 30 genn. 1643.

Cresciuta in una famiglia profondamente religiosa, nel 1606 si recò a St-Omer in Belgio ed entrò nel convento delle Clarisse, da dove uscì tre anni dopo per tornare in Inghilterra e svolgervi il suo apostolato per la gioventù femminile; ma non potendo realizzare il suo desiderio, se non tornò a St-Omer con cinque signorine e vi aprì una scuola per l'educazione delle figlie della nobiltà inglese. Nel 1611 adottò le Costituzioni della Compagnia di Gesù, con le necessarie variazioni, onde l'appellativo di Gesù stesso dato alle aderenti. Nel 1614 finalmente poté aprire una casa a Londra. Il nuovo Istituto, detto delle Dame Inglesi, si staccava dalle regole allora in uso per la libertà dalla clausura, secondo il compito proprio di questa nuova istituzione, e per il governo della compagnia concentrato nella madre generale la quale doveva dipendere solo dalla S. Sede. Nel 1616 inviò a Roma un memoriale per l'approvazione pontificia e l'anno appresso Paolo V benediceva il nuovo Istituto. Furono ben presto aperte altre case, e mentre a Roma si discuteva sulla approvazione dell'opera di M. W., vi giunse un memoriale del clero inglese contro di lei che valse a far negare l'approvazione e a far condannare come eretica e disobbediente la W. Rinchiusa nel monastero delle Clarisse di Anger, vi fu trattenuta per quasi un anno. Liberatane, trascorse il resto della vita fra pene ed amarezze, sopportate con serena rassegnazione e con piena fiducia nell'affermazione della sua opera, la quale fu approvata nel 1703.

Il processo ordinario istituito sulle sue virtù è in corso di studio presso la S. Congregazione dei Riti.

BIBL.: M. C. E. Chambers, The life of M. W., Londra 1882; M. Salomone, M. W., ivi 1901; H. Riesch, M. W., Innsbruck 1922; G. Grisar, Das erste Verbot des ordnungsmäßigen M. W. (1628), in Stimmen der Zeit, 113 (1927), pp. 34-57; Pastor, XIII, pp. 612-19.